
Fino al giorno in cui sono scattate le sanzioni europee contro gli oligarchi russi, una squadra di giardinieri lavorava senza sosta per mantenere in perfetto stato la villa di Alisher Usmanov in Costa Smeralda. Il prato doveva essere rasato con precisione millimetrica, le siepi potate con geometrica esattezza, le palme irrigate al momento giusto. La manutenzione del giardino da sola costava più di un milione di euro all’anno. Poi, all’improvviso, tutto si è fermato.
Con i conti congelati e le proprietà sequestrate, gli oligarchi non hanno più potuto pagare il piccolo esercito di lavoratori locali che garantiva il lusso delle loro residenze. Decine di giardinieri, operai e tecnici sardi sono rimasti senza lavoro da un giorno all’altro, con cantieri bloccati e stipendi sospesi. La macchina del lusso si è inceppata, e con essa un’intera economia che ruotava attorno a queste ville da sogno.
Ora quel giardino, un tempo perfetto, è fermo in una strana sospensione tra ordine e caos. Senza la sua manutenzione quotidiana, rischia di trasformarsi in un simbolo della fine di un’epoca: quella in cui il denaro scorreva senza ostacoli, alimentando un microcosmo di manodopera locale silenziosa ma indispensabile.


