Diabete, in Sardegna la giornata mondiale non è un rito

Numeri record. Federfarma: serve un impegno collettivo
Diabete

In Sardegna, dove si registra il primato mondiale di incidenza del diabete di tipo 1, la Giornata Mondiale del Diabete non poteva ridursi a una celebrazione formale. Il convegno “Un cerchio blu per la Sardegna”, patrocinato dall’Unione regionale di Federfarma a Cagliari, si è trasformato in un confronto concreto tra medici, istituzioni, operatori sanitari e associazioni. Il punto di partenza sono i dati. Come ha ricordato il professor Ripoli, l’isola conta 70 bambini ogni 100 mila affetti da diabete di tipo 1, un valore significativamente più alto rispetto alla Finlandia – Paese che storicamente vanta l’incidenza più elevata – ferma a 52 casi ogni 100 mila. Di fronte a questi numeri, la domanda è inevitabile: che cosa si può fare? «Gli screening in età pediatrica – ha spiegato Ripoli – permettono di intervenire precocemente ed evitare molti casi di chetoacidosi, oltre a ritardare l’esordio della malattia». «Per questo motivo – ha sottolineato Ugo Cappellacci, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera – nel 2023 abbiamo approvato la legge che introduce gli screening pediatrici per diabete e celiachia. E, facendo nostre le sollecitazioni delle associazioni, abbiamo voluto che la Sardegna fosse tra le regioni pilota: era giusto che il percorso partisse da qui».

Cura e prevenzione

Il tema dell’interdisciplinarità è riecheggiato in tutti gli interventi. Il Presidente di Federfarma Sardegna, Pierluigi Annis, ha rivendicato il ruolo delle farmacie nel garantire un accesso equo ai farmaci e ai dispositivi per le persone con diabete, ricordando che il nuovo accordo Stato–Regione riconosce questo impegno. Federfarma chiede ora di poter partecipare alla Consulta della diabetologia e delle malattie metaboliche. Una richiesta condivisa da Riccardo Trentin, Presidente della Federazione Rete Sarda Diabete: «La legge nazionale del 2023 ha aperto la strada alla prevenzione secondaria del diabete di tipo 1. Ora servono strumenti anche per prevenire il diabete di tipo 2, che può essere evitato con stili di vita corretti. Occorre un approccio davvero multidisciplinare». Sulla stessa linea anche i biologi nutrizionisti, rappresentati da Gloria Reggiani, che hanno chiesto un coinvolgimento diretto nel percorso di cura. Centrale poi il ruolo dell’educazione terapeutica: come ha ricordato Tatiana Lai, molte azioni quotidiane dipendono dall’autonomia delle persone e richiedono professionisti formati e capaci di creare connessioni reali con i pazienti.

La Regione

Assente l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, rappresentato dalla capo di gabinetto Cinzia Pilo perchè impegnato in una riunione di Giunta, la Regione è stata rappresentata dal Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e dalla Presidente della Commissione Sanità Carla Fundoni, che hanno ribadito l’attenzione trasversale – maggioranza e opposizione – sul tema diabete. In particolare, sono in discussione due proposte di legge dedicate all’inclusione scolastica e sportiva dei minori con diabete di tipo 1. I consiglieri regionali Ivan Piras e Umberto Ticca, presenti all’evento, hanno confermato che su temi come questo è possibile trovare una convergenza tra schieramenti.

Sfida condivisa

In chiusura, l’appello di Ugo Cappellacci, che ha richiamato la necessità di sottrarre il tema della sanità alla polemica politica e di trovare momenti di unità e condivisione: «Alla Camera – ha ricordato – abbiamo approvato all’unanimità numerosi provvedimenti su questa materia. Su temi così delicati è fondamentale andare oltre le divisioni partitiche». (red)

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