DICE MONTALBANO. La birra: storia del liquido divino in Sardegna

Birra

La storia della birra è antichissima e si perde nelle nebbie dei tempi, con testimonianze provenienti da molte culture diverse. Iscrizioni sumere, papiri egizi e tradizioni azteche e cinesi indicano che questa bevanda veniva prodotta già migliaia di anni fa, spesso a partire da cereali come orzo, mais e riso. In Mesopotamia, una stele di circa 6000 anni fa descrive diverse varietà di birra e attribuisce la sua invenzione alla dea Ninkasi, celebrata in uno dei più antichi inni conosciuti. La birra aveva un ruolo centrale anche nel codice di Hammurabi, dove si regolamentava il commercio, e nelle cerimonie funebri, dove era offerta in onore dei defunti, rafforzando il legame tra questa bevanda e le divinità. Anche gli egizi consideravano la birra un dono delle divinità Iside e Osiride, utilizzandola non solo nei rituali religiosi, ma anche come medicinale e alimento quotidiano, addirittura somministrata ai bambini e alle gestanti per le sue proprietà nutrizionali e curative. Nel mondo romano, la birra, chiamata cerevisia, era associata a Cerere, dea delle messi, e si diffuse durante le feste agricole, anche se il vino rimaneva la bevanda predominante.
Le leggende e le tradizioni antiche spesso collegano la birra a figure femminili come simbolo di fertilità: si narra che una donna, dimenticandosi di cereali fuori dalla porta, abbia dato origine alla fermentazione naturale.

La birra nelle leggende nordiche

In Scandinavia e nelle repubbliche baltiche, la birra era legata a riti di fertilità e a figure femminili, come Osmotar nel poema finlandese Kalevala o le donne che offrivano birra al dio Waizganthos in Lituania. Tuttavia, anche le streghe erano considerate influenzatrici negative sulla fermentazione, e si credeva che durante certi giorni del ciclo femminile il lievito potesse essere ostacolato.
Nell’ Europa settentrionale, la birra era anche associata a miti maschili e a figure leggendarie come il re Gambrinus, Radigost e Charlie Mopps, che la attribuivano a inventori come re vichingo o divinità slave. Tacito racconta che tra i Germani si beveva birra nelle assemblee per favorire il contatto con gli dei e i defunti, e Odino raccomandava ai guerrieri di berla per aumentare la forza in battaglia, proteggendosi con corni incisi con rune sacre. Nelle leggende nordiche, spiriti maligni e spiritelli si nascondevano nei locali di produzione, e si esorcizzavano con spruzzi di mosto e birra, mentre i gatti di casa vigilavano di notte contro i malefici.
In molte culture celtiche, la birra era considerata sacra e veniva usata in rituali, come nei calderoni di Gunderstrup o nelle storie di divinità come Cernunno e Goibniu. La leggenda di Mag Meld narra di un eroe che scoprì il segreto della produzione della birra dai Fomori, mostri mitici che dominavano l’isola prima dell’arrivo degli uomini, e che grazie a questa scoperta persero il loro potere e furono scacciati dall’isola.

I sardi di epoca nuragica bevevano birra

In Sardegna recenti studi archeologici e storici stanno riportando alla luce la produzione e il consumo di birra già in epoca nuragica. Le prime tracce di una bevanda fermentata a base di cereali risalgono all’età del Bronzo, periodo in cui la civiltà nuragica raggiunse il suo apice. Scavi condotti a Monte Zara di Monastir e Genna Maria di Villanovaforru hanno rivelato la presenza di contenitori con residui organici compatibili con la birra, oltre a strumenti come macine e fornelli che suggeriscono un’attività di fermentazione.
Gli ingredienti usati erano orzo e altri cereali coltivati localmente e dosati sapientemente per ottenere una bevanda poco alcolica, densa e nutritiva, consumata in contesti rituali o comunitari. In epoca punica e poi romana, la birra fu progressivamente sostituita dal vino, più apprezzato dalle élite mediterranee. Tuttavia, la sua esistenza in Sardegna testimonia un legame profondo tra le popolazioni locali e le risorse del territorio, aprendo nuove prospettive sulla dieta e i costumi dei sardi antichi. Oggi, con il rinato interesse per la birra artigianale, questa tradizione dimenticata potrebbe trovare nuova vita, riscoprendo le radici profonde di una bevanda che affonda le sue origini nella notte dei tempi.

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