
E’ la più grande necropoli di età punica ancora esistente. Si trova all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo, che si estende tra il rione cresciuto lungo il viale Sant’Avendrace e quello di via Is Maglias. Il nome Tuvixeddu significa “colle dei piccoli fori” in sardo, derivato dal termine “tuvu” che indica “cavità”, in riferimento alle numerose tombe scavate nella roccia calcarea.
Tra il VI e il III secolo a.C., i sardi scelsero questo colle come luogo di sepoltura per i loro morti. Le tombe erano raggiungibili attraverso pozzi scavati nella roccia, profondi dai due metri e mezzo fino a undici metri. All’interno di questi pozzi si apriva una piccola apertura che conduceva a una camera funeraria o cella sepolcrale, spesso finemente decorata. All’interno sono state trovate anche anfore decorate e ampolle usate per contenere essenze profumate.
Alle pendici di Tuvixeddu si trova anche una necropoli romana, che si affacciava sulla strada che, all’uscita dalla città, diventava la via Karalibus Turrem (oggi viale Sant’Avendrace). Questa necropoli romana è composta principalmente da tombe ad arcosolio e colombari. Tra le tombe di particolare interesse ci sono la Tomba dell’Ureo e la Tomba del Guerriero Sid, entrambe decorate con palme e maschere, ancora ben conservate.