In Sardegna, la presenza di grano (Triticum monococcum, dicoccum e vulgare) risale al Neolitico e si estende fino all’Età del Ferro, con ritrovamenti di grano e orzo in contesti nuragici. Tuttavia, l’uso degli strumenti specifici per la coltivazione e la trebbiatura resta poco documentato, con la mancanza di pietre da trebbiatura o attrezzi riconoscibili come tali nel materiale archeologico rinvenuto. Nonostante ciò, si può ipotizzare che le pietre da trebbiatura siano state utilizzate fin dal Bronzo.
Nel Mediterraneo, diverse raffigurazioni egiziane documentano pratiche agricole legate al ciclo del grano. Un dipinto nella tomba di Menna (XV a.C.) mostra la trebbiatura del grano con l’uso di buoi, senza l’impiego di pietre da trebbiatura. Anche in Palestina, nella Bibbia, si fa riferimento all’uso di un bastone per battere il frumento, suggerendo tecniche agricole variabili. La varietà delle pratiche agricole nel mondo antico è, quindi, ben documentata, ma non si fa mai esplicito riferimento all’uso di pietre per la trebbiatura.
In epoca punica, le informazioni sulla cerealicoltura sono scarse, ma alcuni indizi, come le spighe di argento trovate nel Nuraghe Genna Maria, testimoniano la coltivazione di cereali. L’analisi delle fonti classiche rivela varie tecniche di trebbiatura nell’antica Roma, come l’uso di triboli e pertiche, ma non si menziona l’uso di pietre da trebbiatura, suggerendo che, sebbene non documentato nei testi, questo metodo potrebbe essere stato utilizzato.
Nel XIX secolo, l’antropologo Gemelli descrive l’uso di una pietra cilindrica scanalata per la trebbiatura in Sardegna, in particolare nelle aree più povere, dove i contadini usavano pietre rudimentali per la lavorazione del grano. Questo metodo è stato confermato da successivi autori e continuò fino al XX secolo, quando l’uso di attrezzi meccanici cominciò a soppiantare quello delle pietre. Le pietre da trebbiatura si evolvettero nel tempo, diventando più regolari, ma il loro uso rimase radicato nelle tradizioni agricole locali.
Numerosi studi hanno documentato l’uso delle pietre da trebbiatura, ancora oggi in alcune aree della Sardegna. Località come Tresnuraghes confermano tramite tradizioni orali che questi strumenti erano utilizzati fino agli inizi del Novecento. Nel 2000, a Sanluri, è stata ritrovata una pietra da trebbiatura, che presenta segni di usura e lavorazione, indicando il suo impiego per battere il grano. La pietra, di forma trapezoidale, presenta fori per il fissaggio a un sistema di traino, suggerendo il suo uso come attrezzo agricolo. Sebbene queste pietre non siano documentate nell’antichità, il loro impiego sembra essere sopravvissuto fino ai primi decenni del XX secolo, quando vennero riutilizzate anche come ancore, a testimonianza della loro lunga vita come strumenti utili per l’uomo.