Non serve immaginazione né conoscenza militare per capire quanto questa idea sia poco credibile. È infatti anacronistico e anche un po’ umoristico usare termini moderni come: proiettili di grosso calibro, missili incendiari, munizioni, batterie d’assedio, batterie di fortini, tecnica della batteria, bocche d’arco, bocche di lancio, bocche da tiro, cortine frontali, tiro incrociato delle ferite, piazzola di tiro, centrale di comando delle operazioni di tiro, centrale di tiro e di comando.
Gli archeologi che si sono concentrati sull’aspetto militare attribuiscono ai nuraghi due funzioni principali: da un lato, li vedono come rifugi sicuri per i difensori che vi si sarebbero nascosti, e dall’altro come trappole per gli assalitori, che avrebbero potuto essere facilmente colpiti nella penombra dei passaggi, grazie alla presenza di guardie nascoste nei vari vani. Un famoso studioso ha descritto così questa ipotesi: «Il nemico veniva attirato nella profondità di questi lunghi corridoi, volutamente mantenuti in uno stato di semioscurità. Una volta entrato nel tranello di quegli stretti passaggi, veniva assalito dai gruppi di armati nascosti nelle garette dell’andito. L’assalitore, incauto, veniva attaccato di fianco e di spalle, e abbattuto con colpi di pugnale in una stretta lotta. Se, poi, il pericolo non veniva eliminato con le guardie nel corridoio inferiore, arrivavano in soccorso i soldati posizionati sul terrazzo, che eliminavano l’ultima resistenza con una strage.
Tuttavia, dal punto di vista dei difensori, è difficile pensare che si sarebbero rifugiati dentro un edificio così esposto ai nemici, dove la trappola avrebbe rischiato di colpire loro e non gli assalitori. E, anche considerando gli assalitori, è improbabile che si sarebbero avventurati nei cunicoli bui: anche se uno di loro avesse commesso questa imprudenza, sicuramente gli altri non avrebbero seguito l’esempio. Anzi, in un contesto di guerra costante tra tribù, ognuna conosceva bene le armi e le strategie dell’avversario, e non si sarebbe mai fidata di entrare in quei passaggi stretti e oscuri. Gli assalitori avrebbero preferito incendiare l’ingresso del nuraghe, costringendo i difensori a arrendersi o a essere soffocati e bruciati come topi in trappola. È interessante notare che, pur appartenendo sia i difensori sia gli assalitori alla stessa etnia nuragica, gli archeologi militari tendono a dipingere i difensori come molto intelligenti, mentre gli assalitori vengono descritti come dei cretini. Questa panoramica dimostra chiaramente che le feritoie non avevano una reale funzione militare efficace. L’unica spiegazione sensata è che queste aperture servissero principalmente a far circolare aria nelle stanze e a favorire il ricambio d’aria. Inoltre, alcune di queste finestrelle erano orientate in modo da individuare i movimenti degli astri, aiutando a determinare il ritmo delle stagioni e delle ore, come se fossero strumenti di orientamento e osservazione astronomica.