DICE MONTALBANO. Menhir: Perdas fittas, pietre sacre di un mistero ancora irrisolto

Menhir Pranu Muttedu e Laconi

I menhir, o perdas fittas, come vengono chiamati in Sardegna, sono tra le più enigmatiche testimonianze della preistoria. Misteriosi, imponenti, silenziosi: sono legati a un mondo sacro che ancora oggi è difficile comprendere. Nonostante se ne siano censiti quasi 800 solo in Sardegna, e oltre 120 nel sud della Corsica, il loro significato rimane avvolto nell’ombra, soprattutto perché ci mancano le chiavi per leggere il linguaggio simbolico con cui furono scolpiti o posizionati.
Ogni menhir fa storia a sé, e proprio per questo un’indagine seria deve partire da un approccio scientifico, lasciando da parte le suggestioni fantasiose. Il primo passo consiste nell’accertare se l’uomo ha effettivamente lasciato tracce sulla pietra: tagli, lavorazioni, forme riconoscibili.
Oltre all’analisi della pietra in sé, è necessario osservare il contesto: si trovano nei pressi tombe, villaggi, nuraghi? Sono posizionati su colli, lungo antichi sentieri di transumanza o presso luoghi sacri legati al culto dei morti? Il paesaggio attorno aiuta a comprenderne la funzione originaria.

L'importanza dell'orientamento

Un primo esame può riguardare l’orientamento: molte statue presentano una faccia piatta rivolta verso est. Questo dettaglio, apparentemente secondario, suggerisce un’intenzionalità condivisa, un pensiero simbolico che univa le comunità che le scolpivano. Gli allineamenti, le disposizioni in gruppo o a esedra, la mescolanza tra statue grandi e piccole, antropomorfe e aniconiche, indicano una complessità ideologica ancora tutta da esplorare.
Attraverso uno studio personale condotto sul campo, ho escluso dalla mia analisi i menhir isolati e quelli collocati presso necropoli. Mi sono concentrato su quelli situati lungo antiche vie di transumanza, nei punti di snodo tra villaggi. L’ipotesi che ho elaborato, osservando in particolare il sito di Filitosa, in Corsica, è che gli allineamenti di menhir rappresentassero una sorta di distretto: un’unità territoriale formata da più villaggi che probabilmente collaboravano alla gestione delle risorse.
prova
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