DICE MONTALBANO. Ossidiana, la roccia nera di Monte Arci

ossidiana

Nella Sardegna centro-occidentale si trova il massiccio vulcanico di Monte Arci, che raggiunge un’altezza di circa 800 metri. Tra i boschi di lecci, roverelle e corbezzoli, e la macchia di lentisco, erica e cisto, si trova un importante giacimento di ossidiana, una roccia vulcanica nera, lucente e vetrosa, datata circa 3 milioni di anni fa. Questo deposito rappresentò uno dei principali motivi di attrazione per le prime comunità neolitiche, che ne sfruttarono le proprietà per realizzare strumenti utili alla vita quotidiana.
L’ossidiana si forma dal rapido raffreddamento di lave acide, creando un vetro vulcanico scuro e lucente. Era molto apprezzata perché poteva essere lavorata per ottenere punte di freccia, lame, perforatori, raschiatoi e altri strumenti. Inoltre, questa pietra preziosa veniva usata anche per creare gioielli e ornamenti.
Verso la fine dell’età della pietra, circa 6000 anni fa, le reti di scambio via mare permisero di distribuire l’ossidiana su lunghe distanze. La Sardegna, infatti, era uno dei pochi luoghi dove si trovava questa roccia, che invece si reperiva principalmente a Lipari, Palmarola, Pantelleria e sull’isola di Melos nel Mare Egeo.

Le officine di scheggiatura

La zona con la maggiore concentrazione di queste botteghe si trovava nel territorio del comune di Pau, lungo il versante orientale del Monte Arci, dove state individuate circa 20 officine di scheggiatura, ovvero laboratori dove si lavorava l’ossidiana per ottenere strumenti. La più grande di queste officine, situata nella regione di Sennixeddu, copre un’area di oltre venti ettari, dimostrando l’importanza e la dimensione di questa attività.
Gli studi sugli scarti di lavorazione trovati in questi siti stanno aiutando gli archeologi a capire come erano organizzate queste officine e quale livello di specializzazione avessero. Già oggi si può notare che i metodi di scheggiatura erano abbastanza standardizzati, cioè si seguivano tecniche simili tra loro. Tuttavia, la presenza di errori tecnici frequenti indica che la produzione era ancora in fase di apprendimento, con una competenza non sempre elevata e la presenza di apprendisti che imparavano sul campo.
Lo scopo principale di queste officine era produrre nuclei di ossidiana sbozzati e semilavorati, pronti per essere distribuiti nelle reti di scambio tra diverse regioni. Questa fase rappresenta un momento di grande evoluzione nel Neolitico, in cui la produzione di strumenti si organizzò in modo più sistematico e su scala più ampia. Ciò indica anche un cambiamento nelle funzioni sociali di questa attività: la produzione non era più solo per uso immediato, ma anche per il commercio.

L'ossidiana oggi

Oggi è impiegata come pietra decorativa e per favorire il benessere fisico e spirituale. Si pensa che possa aiutare a ridurre i dolori, stimolare la circolazione periferica, sciogliere blocchi energetici e eliminare le tossine. È utile per chi ha mani e piedi sempre freddi, per chi soffre di scoliosi e per contrastare infezioni causate da virus e batteri che colpiscono l’intestino. Inoltre, sembra avere effetti positivi anche sulla mente e sulle emozioni. Si dice che possa connettere con le vibrazioni della Terra, risvegliando la forza interiore necessaria per affrontare le sfide della vita. È considerata la pietra del guerriero, perché aiuta a mantenere calma e riflessione anche di fronte alle difficoltà. Favorisce l’equilibrio e l’armonia perché collega lo spirito alla materia, facilitando l’introspezione: aiuta a portare in superficie emozioni e pensieri nascosti, permettendo alla mente di esplorare i lati oscuri della propria personalità. È anche una pietra che purifica l’ego, agendo come uno specchio: riflette le illusioni e i difetti, aiutando a riconoscerli e a superare le proprie ombre. È come una luce che dissolve il buio, portando consapevolezza di sé. Inoltre, aiuta a liberare emozioni represse, spingendo chi ha un autocontrollo eccessivo a lasciarsi andare e ad agire in sintonia con i propri sentimenti. Come tutte le pietre nere, muove le energie stagnanti e negative, disperdendole e aiutando a superare paure e traumi che ostacolano la crescita personale.
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