
Le origini dei nuraghi restano ancora oggi oggetto di studio e dibattito, ma si possono delineare alcune ipotesi ragionevoli. Probabilmente i nuraghi a corridoio, strutture più arcaiche e meno evolute, precedettero la costruzione delle prime torri nuragiche. Sebbene le stratigrafie non offrano prove definitive in tal senso, molti studiosi concordano nel ritenere che i nuraghi a corridoio rappresentino una fase intermedia nell’evoluzione architettonica della civiltà nuragica.
Questi primi nuraghi, concepiti in un contesto di evoluzione sociale alla fine dell’età del Rame, riflettono la nascita di élite comunitarie che cominciarono a distinguersi attraverso edifici simbolici. Il nuraghe divenne quindi non solo una struttura abitativa o funzionale, ma anche un simbolo di potere e prestigio. In questo scenario, la comparsa delle torri può essere interpretata non come una rottura, ma come una naturale evoluzione architettonica e sociale, volta a rafforzare ulteriormente la posizione delle classi dominanti.
I dati archeologici mostrano che i nuraghi a corridoio e le torri presentano tipologie architettoniche simili, suggerendo una continuità funzionale tra le due tipologie. L’idea che i nuraghi fossero fortezze, templi o strutture esclusivamente rituali è stata spesso proposta, ma è oggi non è più sostenibile. Questi edifici sembrano, invece, centri di aggregazione sociale, con valore simbolico, ma anche con funzioni pratiche connesse al controllo del territorio e alla residenza.


