DICE MONTALBANO. Roma: dalle origini all'impero

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Il sito dove sorse Roma era abitato già nell’VIII a.C., confermando la leggenda della fondazione da parte di Romolo il 21 aprile 753 a.C.. Tuttavia, una vera vita urbana si sviluppò solo nel VI a.C., durante il dominio dei re etruschi. Fu costruita la cinta muraria serviana (dal nome di Servio Tullio), lunga 11 km, che includeva quattro regioni: Suburana, Esquilina, Collina e Palatina. L’area del Foro Romano fu bonificata e pavimentata grazie alla Cloaca Massima, grande fognatura che drenò le acque stagnanti di una zona paludosa.
La tradizione colloca al 509 a.C. la cacciata dei re e la nascita della Repubblica. A questo evento coincide la consacrazione del Tempio di Giove Capitolino, simbolo religioso e politico della nuova Roma. Durante i secoli successivi, fino al sacco gallico del 390 a.C., furono costruiti numerosi templi che testimoniavano l’antico culto romano e latino: tra essi il Tempio di Saturno (497 a.C.), di Cerere (493 a.C.) e dei Dioscuri (482 a.C.).
Dopo l’incendio provocato dai Galli, Roma fu circondata da una nuova cinta muraria in tufo, visibile presso Stazione Termini. Di epoca repubblicana sono anche il Tempio di Vesta e quello della Fortuna Virile nel Foro Boario, mentre un complesso monumentale di 4 templi è oggi visibile in Largo Argentina, testimonianza dell’espansione urbana verso il Campo Marzio dove sorsero in seguito il Circo Flaminio e il Teatro di Pompeo (55 a.C.), la cui pianta è riconoscibile nella forma ricurva dei palazzi di Campo de’ Fiori.

Espansione e infrastrutture di Roma repubblicana

Con la progressiva espansione territoriale, Roma inglobò tutti i sette colli (Campidoglio, Palatino, Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio e Aventino) e contava 14 porte da cui partivano le grandi vie consolari. Le principali strade interne erano l’Argiletum, la Sacra Via e il Vicus Tuscus. La crescita demografica impose la costruzione di grandi opere pubbliche: nel II secolo a.C. furono costruiti importanti acquedotti, come l’Acqua Marcia (144 a.C.), che portava in città oltre 19 mila m³ d’acqua al giorno, e nuovi ponti sul Tevere, tra cui l’Emilio e il Milvio.
Nello stesso periodo si svilupparono i principali spazi pubblici: il Foro Romano (centro politico e giudiziario) e i Fori Boario e Olitorio (centri commerciali). Tra il III e II secolo a.C., Roma divenne una città monumentale, e con Silla e Cesare iniziarono grandi progetti edilizi, tra cui il Tabularium sul Campidoglio e un vasto programma di rinnovamento del Foro. Tuttavia, fu con Ottaviano Augusto, fondatore dell’Impero, che Roma cambiò radicalmente volto.
Durante il principato di Augusto, ogni imperatore cercò di lasciare la propria impronta sulla città. L’area del Campo Marzio divenne un centro monumentale: furono costruite le Terme di Agrippa, il Pantheon, il Teatro di Marcello, il Portico di Ottavia e, lungo la via Flaminia, la celebre Ara Pacis (13-9 a.C.), simbolo della pace augustea, accanto al Mausoleo di Augusto.

L’incendio di Nerone e la ricostruzione

Successivamente, durante le dinastie giulio-claudia e flavia, il Campo Marzio fu ulteriormente arricchito con le Terme di Nerone e lo Stadio di Domiziano (oggi Piazza Navona). Sul Palatino, invece, sorsero le residenze imperiali, mentre ai suoi piedi si ampliarono il Foro Romano e i Fori Imperiali.
Nel 64 d.C., durante il regno di Nerone, un enorme incendio devastò gran parte della città. I cristiani, ingiustamente accusati, subirono la prima persecuzione. Gli incendi erano frequenti a Roma, dove le insulae, alte abitazioni di legno abitate dai ceti popolari, favorivano la propagazione del fuoco. Nerone approfittò dell’occasione per costruire la sua sontuosa Domus Aurea, una residenza che occupava le pendici del Colle Oppio, espressione della sua megalomania. Poco dopo, nelle vicinanze, venne edificato l’Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, il più grande anfiteatro del mondo antico.
Nel 7 a.C., Augusto ampliò il pomerium, la fascia sacra che delimitava il potere dei magistrati, e suddivise Roma in 14 regioni amministrative. Si abbandonò così il perimetro delle mura serviane, e per oltre due secoli Roma rimase priva di mura difensive, sicura del suo dominio incontrastato sul mondo. Tuttavia, per controllare la plebe urbana, fu creata la guardia pretoriana, corpo militare d’élite a protezione dell’imperatore. Il suo comandante, il prefetto del pretorio, divenne una delle figure più influenti dell’Impero.

Le terme e la vita sociale

Sotto Tiberio fu costruito il campo militare permanente, i Castra Praetoria, le cui mura sono ancora visibili vicino alla Biblioteca Nazionale e all’Università La Sapienza.
Elemento distintivo della città romana erano le terme, luoghi non solo di igiene, ma anche di socialità e svago. Gli imperatori fecero a gara nella costruzione e nel restauro di questi edifici per guadagnarsi il favore della plebe. Tra i complessi più celebri figurano le Terme di Caracalla, ancora oggi usate per spettacoli estivi, e le Terme di Diocleziano, nei pressi di Termini, all’interno delle quali Michelangelo ricavò la chiesa di Santa Maria degli Angeli.
In età imperiale Roma superò probabilmente il milione di abitanti, una popolazione che doveva essere nutrita e mantenuta. L’approvvigionamento alimentare, chiamato annona, era gestito da un alto funzionario, il prefetto dell’Urbe. La città dipendeva in gran parte dalle province granarie dell’Impero, soprattutto Sicilia, Africa settentrionale ed Egitto. Quest’ultima divenne talmente vitale per Roma che Augusto ne fece una provincia speciale, sotto il suo diretto controllo.

Gli ultimi monumenti della Roma pagana

Il grano giungeva via mare fino al porto di Ostia, dove operavano le corporazioni dei navicularii, incaricate del trasporto e dello stoccaggio nelle grandi horrea (magazzini). L’immenso sistema logistico assicurava il rifornimento continuo di frumento, mentre, dal III secolo d.C., con Aureliano, si aggiunsero le distribuzioni di carne suina, accanto al grano gratuito, per garantire la fedeltà della plebe. Lo stesso Aureliano fu anche il costruttore della nuova cinta muraria (le mura aureliane, 272-279 d.C.), ancora oggi visibile e tra le opere più imponenti dell’antichità.
La fase finale della Roma imperiale vide la costruzione di due monumenti simbolo: la Basilica di Massenzio, grandiosa aula destinata alle funzioni amministrative e giudiziarie, e l’Arco di Trionfo di Costantino, eretto dopo la vittoria sull’usurpatore Massenzio nel 312 d.C. Questi furono gli ultimi grandi edifici dell’epoca pagana.
Con la vittoria di Costantino e la diffusione del cristianesimo, Roma intraprese una nuova fase storica, divenendo la culla della cristianità e centro spirituale del mondo occidentale. La città che era stata simbolo del potere politico e militare dell’Impero si trasformò progressivamente nella capitale religiosa della nuova fede, mantenendo nei secoli il suo ruolo centrale nella storia dell’umanità.

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