Dopo l'annuncio di addio del festival, la maggioranza comunale di Cagliari tende la mano al Marina Cafè Noir

In una nota firmata da venti consiglieri, l’invito a riaprire il dialogo con l’associazione Chourmo
Il festival Marina Cafè Noir. Foto di Dietrich Steinmetz

Aspettate, ragioniamo. Parliamone. È l’invito che arriva dalla maggioranza in Consiglio comunale dopo l’annuncio dell’addio del Marina Cafè Noir a Cagliari per capire se esista ancora uno spazio di dialogo con l’associazione Chourmo.

In un comunicato firmato da venti consiglieri, tra cui Marta Mereu e Rita Polo, si esprime rammarico per la scelta del festival e riconoscenza per il lavoro svolto in oltre vent’anni di attività. “Il Marina Cafè Noir non è solo un festival letterario — si legge — ma parte della storia culturale di Cagliari, capace di intrecciare letteratura, impegno civile e partecipazione popolare”.

Parliamone meglio

La maggioranza parla di sorpresa di fronte all’annuncio, ricordando che “questa amministrazione ha triplicato le risorse destinate ai bandi culturali, incrementando i fondi per associazioni e operatori”. Al tempo stesso riconosce che “la volontà politica e le procedure amministrative non sempre viaggiano alla stessa velocità”, un limite strutturale che pesa su tutto il sistema culturale pubblico.

Nel testo si sottolinea la necessità di “affrontare con serietà, trasparenza e spirito di servizio” le criticità emerse, rilanciando l’idea della cultura come “terreno di costruzione collettiva e non come palcoscenico per la propaganda”.

La nota, firmata da venti consiglieri comunali, è stata trasmessa ieri alla Presidenza del Consiglio e all’assessorato alla Cultura per l’avvio di un tavolo di confronto con l’associazione Chourmo.

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