
C’è una nuova truffa in circolazione. L’Inps ha segnalato un’ondata di email fraudolente che promettono un rimborso di 715 euro. Il messaggio sembra ufficiale: c’è il logo dell’istituto, il linguaggio è formale, l’invito a cliccare su un link appare del tutto normale. Ma è un inganno.
Chi segue le istruzioni e inserisce i propri dati finisce direttamente nella rete dei truffatori, che svuotano conti bancari con una facilità imbarazzante. E il problema è sempre lo stesso: le vittime sono soprattutto gli anziani, i più esposti a questi attacchi digitali.
Funziona così: la mail arriva di mattina, magari mentre l’anziano sta leggendo le notizie sul cellulare o sta cercando di ricordare se ha pagato la bolletta. L’occhio cade sulla cifra del rimborso – 715 euro – una somma che per un pensionato fa la differenza. C’è il link con scritto “Continua sulla pagina dedicata”. Basta un clic e il danno è fatto.
Il sito su cui si atterra è una copia quasi perfetta di quello dell’Inps. Viene chiesto di inserire codice fiscale, dati bancari, informazioni personali. Nessun allarme, nessun segnale che qualcosa non va. Solo qualche giorno dopo arriva la doccia fredda: soldi spariti dal conto, prelievi mai autorizzati, la banca che dice che è troppo tardi per recuperare tutto.
Di fronte a truffe sempre più sofisticate, l’Anap Confartigianato Sardegna lancia l’allarme. L’associazione, che tutela gli anziani e i pensionati, chiede un intervento collettivo per proteggere chi è più esposto a questi raggiri.
Giovanni Antonio Mellino, presidente di Anap Sardegna e vicepresidente nazionale, è chiaro: Questi imbrogli continuano ad aumentare. Gli anziani sono un bersaglio facile perché meno abituati alla tecnologia. Serve l’aiuto di tutti, soprattutto dei familiari, per avvertire i propri cari sui pericoli del phishing.
L’invito è semplice: figli, nipoti, amici, operatori sociosanitari devono prestare attenzione. Spiegare, avvisare, controllare. Perché il problema non è solo economico: una truffa di questo tipo lascia un segno profondo, crea vergogna, insicurezza, ulteriore isolamento sociale.
L’Inps ha messo a disposizione una pagina ufficiale sulle truffe online (Inps – Attenzione alle truffe), ma quanti anziani la conoscono? Anap Confartigianato Sardegna insiste sulla necessità di formazione: insegnare agli over 65 a riconoscere un’email sospetta, spiegare che nessun ente ufficiale chiede dati bancari via mail, creare una rete di protezione che renda più difficile per i truffatori colpire.
Nel frattempo, le email-truffa continuano a circolare. E mentre si cerca una soluzione, c’è sempre qualcuno che, in questo preciso momento, sta leggendo quel messaggio, pronto a cliccare.


