
L’estate 2025 segna una svolta per il turismo balneare in Sardegna. Con l’introduzione di accessi contingentati, prenotazioni online obbligatorie e una lunga serie di nuove regole ambientali, l’isola ha scelto la via della sostenibilità per difendere le sue spiagge più fragili. Ma per le famiglie che vogliono godersi una vacanza sulle coste sarde, il nuovo modello di gestione implica anche un aumento dei costi e una pianificazione più attenta. Quanto costa davvero, oggi, una giornata al mare per una famiglia di quattro persone?
Prendiamo il caso emblematico di La Pelosa, a Stintino, considerata una delle spiagge più spettacolari d’Europa. Per accedere è necessario prenotare online con anticipo e pagare un ticket di 3,50 euro a persona, gratuito per i minori di 12 anni. Una famiglia composta da due adulti e due bambini spenderà quindi 7 euro per l’accesso. A questa cifra va aggiunto il parcheggio, che si aggira intorno ai 10 euro, e l’eventuale noleggio di un ombrellone con due lettini, il cui prezzo medio varia tra i 40 e i 50 euro al giorno. Anche portandosi il pranzo da casa, con panini, frutta e qualche snack, la spesa si aggira realisticamente tra i 10 e i 15 euro complessivi. Un gelato per i bambini o qualche bevanda fresca acquistata sul posto possono portare il totale della giornata intorno ai 90 euro, con punte fino a 100 in caso di consumo al bar o di noleggio attrezzature extra.
La situazione è simile a Tuerredda, nel comune di Teulada, una spiaggia dove il numero di presenze giornaliere è limitato e regolato sia negli stabilimenti balneari che nell’area libera. L’accesso alla spiaggia libera è gratuito, ma i posti si esauriscono rapidamente. I servizi offerti dagli stabilimenti hanno costi simili a quelli di Stintino, e una giornata completa, anche in questo caso, difficilmente scende sotto i 70 euro se si sceglie un minimo di comodità.
Più a sud, nella splendida Punta Molentis a Villasimius, il modello è simile. L’accesso è gratuito ma limitato, con un numero massimo di persone ammesso ogni giorno. Il parcheggio è obbligatorio e costa circa 10 euro. Chi decide di portare da casa ombrellone e sedie può ridurre notevolmente la spesa, ma affittare l’attrezzatura in loco comporta un esborso di almeno 30 o 40 euro. Anche qui, tra cibo, bevande e piccoli extra, una giornata media si attesta attorno agli 80 euro.
Chi desidera contenere il budget può optare per le spiagge libere non soggette a prenotazione, portando tutto da casa. In queste condizioni, una famiglia ben organizzata può passare una giornata al mare spendendo tra i 15 e i 25 euro, soprattutto se riesce a trovare parcheggi gratuiti o economici e rinuncia a bar e ristoranti. In alcuni casi, portare il proprio ombrellone può significare risparmiare anche 50 euro. Tuttavia, l’accesso a queste spiagge richiede di arrivare molto presto al mattino per trovare posto e spesso non offre né servizi né sorveglianza.
Le nuove regole ambientali introdotte in Sardegna nel 2025 stanno trasformando non solo l’accesso alle spiagge, ma anche l’atteggiamento dei visitatori. In molte località è vietato fumare, giocare a palla, raccogliere sabbia o conchiglie, utilizzare plastica monouso o lasciare la spiaggia senza prima pulirsi i piedi con appositi pennelli. Misure che a prima vista possono sembrare rigide, ma che rispondono a un’esigenza concreta: proteggere un ecosistema costiero sempre più fragile, sotto pressione per l’afflusso turistico e l’erosione naturale.
Non si tratta più soltanto di “non sporcare”: oggi si chiede al turista di diventare parte attiva nella tutela del territorio. È un cambio di mentalità. Il mare della Sardegna non è più semplicemente un paesaggio da consumare, ma un patrimonio da rispettare, dove ogni gesto conta.


