
Due milioni e mezzo per il progetto pilota per la Farmacia dei Servizi. La presidente della commissione Sanità, Carla Fundoni segna il punto e evidenzia quello che definisce come un tassello fondamentale per costruire una sanità più vicina ai cittadini, soprattutto nelle aree interne della Sardegna.
Perché rappresenta uno dei momenti più significativi del percorso di rafforzamento della sanità territoriale che la Sardegna sta costruendo. Parliamo di un modello già previsto da anni da una legge nazionale che valorizza la rete di presìdi già diffusa capillarmente nell’Isola e la integra sempre di più con il sistema sanitario regionale e con la medicina di prossimità.
Rappresentano il passaggio che dà concretezza a un percorso iniziato da tempo. L’emendamento, sottoscritto dai capigruppo della maggioranza, nasce dal mio ordine del giorno e finanzia i primi progetti pilota, ma arriva al termine di un lavoro sviluppato in Commissione Sanità attraverso l’audizione dei portatori di interesse, soprattutto Federfarma Sardegna che ha portato sul tavolo numeri concreti. Poi, ripeto, l’ordine del giorno presentato dal gruppo del Partito Democratico, di cui ero prima firmataria, approvato all’unanimità durante l’esame della legge di stabilità 2025. Non è un intervento isolato, ma la naturale evoluzione di un indirizzo politico condiviso.
Dobbiamo accompagnare l’evoluzione del nostro sistema sanitario. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e le difficoltà di accesso ai servizi in molte aree della Sardegna ci impongono di ripensare l’organizzazione dell’assistenza. La risposta non può essere esclusivamente ospedaliera: bisogna rafforzare la rete territoriale e portare i servizi sempre più vicino ai cittadini.
Le farmacie possono diventare un punto di riferimento strategico. Penso alla gestione delle cronicità, alla telemedicina, alle attività di prevenzione, al monitoraggio dei pazienti e al supporto alla medicina generale. L’altro giorno a Cagliari ne abbiamo avuto un esempio: due donne sono state salvate in una farmacia di via Pessina grazie al servizio della telemedicina. Se queste funzioni saranno pienamente integrate nella rete sanitaria regionale, potranno migliorare l’efficienza del sistema, garantire una maggiore continuità assistenziale e facilitare l’accesso alle cure.
Per le caratteristiche stesse del nostro territorio. Le grandi distanze, la presenza di tanti piccoli comuni e le difficoltà nei collegamenti rendono indispensabile investire in una sanità di prossimità capace di raggiungere le persone, soprattutto quelle più fragili. Ogni presidio presente sul territorio deve diventare parte di una rete coordinata nella quale ciascun professionista contribuisce, con le proprie competenze, a offrire un’assistenza sempre più efficace.
Come presidente della Commissione Sanità e come medico considero questo un investimento strategico non solo per il presente, ma anche per il futuro della sanità sarda. Le risorse stanziate rappresentano l’inizio di un percorso che dovrà essere costruito insieme a tutti gli attori del sistema sanitario, affinché la Farmacia dei Servizi diventi un’opportunità stabile di innovazione organizzativa e un valore aggiunto per i cittadini.
Una sanità più vicina alle persone, più integrata tra i diversi livelli di assistenza e capace di offrire risposte tempestive, soprattutto nei territori dove i servizi sono più difficili da raggiungere. È questa la direzione nella quale intendiamo continuare a lavorare. (red)