
La Global Sumud Flotilla, una flotta formata da diverse imbarcazioni di diverse parti del globo, è pronta ad avviare una delle più grandi esportazioni di aiuti umanitari mai viste prima. Dall’Italia, pronte circa 70 tonnellate di soccorsi emergenziali: cibo e farmaci. La maggior parte delle imbarcazioni italiane partirà dal porto di Genova. Tra gli attivisti a bordo, presente anche la svedese Greta Thunberg.
“Li tratteremo come terroristi”, è questo il messaggio che il governo israeliano ha voluto mandare tramite il ministro della Sicurezza nazionale Ben-Gvir alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Una Nazione che ha violato qualsiasi regola del diritto internazionale, che è stata coperta e giustificata dalle “democrazie” occidentali da due anni a questa parte con armi e silenzi, adesso si attesta il diritto di poter definire “terroristi” un gruppo di attivisti che ha deciso di non voltare la faccia dall’altra parte, di non continuare a ignorare uno sterminio civile evidente, crudo, sanguinoso, disumano che non vuole smettere di continuare e su cui, cinicamente e senza pudore, il governo americano e israeliano vogliono costruire un parco giochi composto da resort e lusso sfrenato, cacciando via i pochi sopravvissuti che rimarrano vegeti. Il mondo è di fronte a un genocidio, e se i governi non sono in grado di dire “basta” con i fatti, ci proveranno, come possono, i coraggiosi attivisti.
La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa umanitaria e non violenta pronta a salpare per Gaza e rompere il blocco navale di Israele. All’iniziativa aderiscono 44 delegazioni di altrettanti Paesi tra cui Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Malesia, Sri Lanka, Turchia, Australia, Nuova Zelanda e Quwait.
L’iniziativa nasce da una coalizione globale di movimenti per i diritti umani tra cui c’è anche la Freedom Flotilla Coalition, che nei mesi scorsi aveva già tentato una missione simile, prima che l’esercito israeliano sequestrasse l’imbarcazione e i suoi attivisti, tra cui la stessa Greta Thunberg. Ora è il momento di un’iniziativa ancora più ambiziosa in quella che si preannuncia, secondo le parole degli organizzatori, “la più grande missione marittima civile mai tentata verso la striscia di Gaza”.


