Gianluca Medas racconta Lussu in un podcast

La storia come narrazione viva
Gianluca Medas

Raccontare la storia andando oltre la cronaca e l’ideologia, per renderla comprensibile e viva. È questo l’obiettivo del nuovo progetto di Gianluca Medas, che a fine febbraio lancerà un podcast dedicato a Emilio Lussu. Un ciclo di venti episodi, disponibili sulle principali piattaforme, pensato per esplorare le molteplici “facce” di un protagonista del Novecento. “Non sarà un racconto storico in senso accademico – spiega Medas – ma un lavoro di narrazione.” Il podcast proverà a collocare Lussu non solo nel contesto sardo, ma in quello internazionale, attraversando il Novecento e i grandi cambiamenti che hanno inciso anche sulla storia dell’Isola. Dall’incontro con personalità e movimenti culturali europei fino al sentimento verso la moglie Joyce, il racconto si allargherà a un orizzonte più ampio, capace di spiegare come e perché si trasformi una visione politica e umana. Al centro resta l’idea che la storia non sia fatta di compartimenti stagni. “Se parliamo di un’esperienza come quella di Giustizia e Libertà, non possiamo ignorare il ruolo dei sardi nell’antifascismo – sottolinea Medas, rivendicando la libertà di raccontare anche ciò che può risultare scomodo-. La storia va scritta al di là dell’ideologia.” Medas rivendica il ruolo del narratore, non quello dello storico: “Non pretendo di essere giudicato come storico, ma come narratore. I narratori non ostacolano gli storici, li aiutano.” Un approccio già sperimentato nei suoi lavori precedenti – dal romanzo al film Il cavaliere indomito – e che ora trova nel podcast uno strumento efficace per “aprire cassetti”, collegando eventi, idee, arti e culture. Perché, conclude Medas, “la storia non è solo quella dei libri: è un flusso continuo. Capirla significa capire anche il presente.”

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