C’è qualcosa di irresistibile nel varcare una soglia solitamente chiusa. È la stessa attrazione che spinge a sbirciare oltre i cancelli arrugginiti o a cercare di intravedere l’interno di un palazzo storico attraverso le finestre socchiuse. Le Giornate FAI di Primavera giocano proprio su questa curiosità innata, offrendo per un solo fine settimana l’opportunità di accedere a luoghi che, per il resto dell’anno, restano inaccessibili.
Il 22 e 23 marzo, in occasione della 33ª edizione dell’evento, saranno aperti 750 siti in tutta Italia, tra cui undici in Sardegna, selezionati per la loro rilevanza storica, artistica e paesaggistica. L’iniziativa, che celebra il 50° anniversario del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), coinvolgerà palazzi nobiliari, monasteri, siti archeologici e opere di ingegneria, permettendo a cittadini e turisti di scoprire luoghi solitamente off-limits.
Ma oltre alla meraviglia della visita, c’è anche un aspetto concreto: le visite sono a contributo libero e i fondi raccolti saranno destinati alla salvaguardia del patrimonio culturale. Un’esperienza che unisce il piacere della scoperta alla consapevolezza di contribuire alla tutela della storia.

