I dazi di Trump si abbattono sui prodotti sardi, la Banca di Arborea: «Siamo al fianco delle aziende locali»

La sede della banca ad Arborea

Il colpo è già arrivato: i dazi americani stanno colpendo duro l’agroalimentare sardo. Formaggi, pasta, vino—eccellenze del territorio—vedono ridursi gli ordini e crescere le difficoltà. La frenata dell’esportazione non è una possibilità: è già realtà. E mentre molte imprese cercano di restare in piedi, la Banca di Arborea è pronta a fare la sua parte. «Le sosterremo, come abbiamo fatto durante il Covid – dichiara il presidente Luca Peterle –. Sono aziende che hanno sempre creato valore per il territorio: oggi tocca a noi accompagnarle fuori dalla tempesta. E questa volta possiamo contare anche sul PNRR, che offre strumenti veri per rimettersi in gioco, innovare e reagire».

La grande banca alle spalle

Il sostegno però non si ferma al mondo produttivo. Ogni anno, la Banca di Arborea destina in media il 6,3 per cento degli utili a iniziative di solidarietà: ambulanze, centri per anziani, riqualificazioni urbane. E se qualcuno si chiede quanto possa resistere una banca locale in tempi così turbolenti, la risposta è nei numeri. «I nostri conti sono solidi – sottolinea Peterle – abbiamo un CET1 al 56 per cento, tra i più alti del sistema. E facciamo parte del gruppo Iccrea, la capogruppo nazionale delle BCC, pronta a intervenire se necessario. Questo ci dà forza e ci protegge, senza toglierci l’autonomia operativa sul territorio».
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