IL CASO. Aeroporti, in Sicilia il M5S contro la privatizzazione

Parti politiche invertite rispetto alla Sardegna, dove Cinque stelle dice sì a F2I
L’aeroporto di Catania

La privatizzazione degli aeroporti mette Sicilia e Sardegna davanti a uno scenario politico speculare: Regione che vai, posizione che trovi. Se nell’Isola la cessione delle quote degli scali vede il Movimento 5 Stelle, alla guida della Regione, sostenere l’operazione e il centrodestra schierarsi all’opposizione, in Sicilia accade l’esatto contrario: Forza Italia e Fratelli d’Italia appoggiano l’apertura ai capitali privati, mentre il M5S guida la contestazione. Dunque, chi governa (dovunque lo faccia) è per la fusione col privato.

Percorso avviato con la benedizione di Schifani

Il percorso di privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti Vincenzo Bellini di Catania e Pio La Torre di Comiso, è iniziato nel marzo dello scorso anno. La società, amministrata da Nico Torrisi, è controllata per il 60,64% dalla Camera di Commercio del Sud Est, mentre il restante capitale è suddiviso tra Irsap (12,13%), Libero Consorzio di Siracusa (12,13%), Città Metropolitana di Catania (12,13%), Comune di Catania (2,02%) e Comune di Comiso (0,96%). L’assemblea dei soci aveva dato il via libera alle procedure e ai documenti approvati dal consiglio di amministrazione, compreso il piano industriale, aprendo formalmente il percorso verso la cessione della maggioranza della società. Una scelta sostenuta con convinzione dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, secondo il quale “l’apertura ai capitali privati, con un controllo pubblico equilibrato, garantirà una gestione più dinamica ed efficiente, in grado di rispondere alle sfide di un traffico aereo in costante crescita”. Nella giornata di ieri si è conclusa la prima fase della procedura per individuare il partner che acquisirà almeno il 51% del capitale di Sac. Alla scadenza dell’avviso pubblico erano arrivate 14 manifestazioni di interesse da operatori italiani e internazionali. Dopo la verifica dei requisiti sono rimasti in gara dieci soggetti: Corporacion America Airports, Royal Schiphol Group, Mundys, Adani Airport Holdings, Save, 2I Aeroporti, Mag Overseas Investment, Oman Airports Management Company, Macquarie European Infrastructure Fund e Vinci Airports. Con l’ammissione dei dieci operatori prende così il via la seconda fase della procedura, che dovrà portare all’individuazione di un partner industriale chiamato a sostenere lo sviluppo infrastrutturale e la crescita del sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

Il sindaco di Catania Trantino (Fdi) parla come la presidente Todde

Favorevole all’operazione è anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che sottolinea come il percorso sia stato costruito per salvaguardare gli interessi della collettività, garantendo importanti prerogative ai soci pubblici indipendentemente dalla quota azionaria detenuta. Dichiarazioni che ricordano da vicino quelle utilizzate dai sostenitori della privatizzazione degli aeroporti sardi e, in particolare, dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che, pur prevedendo una partecipazione regionale inferiore al 10%, sostiene l’esistenza di condizioni particolarmente stringenti a tutela dell’interesse pubblico.

E Stefania Campo, deputata M5S, come Paolo Truzzu (Fdi)

Sul fronte opposto si colloca invece il Movimento 5 Stelle siciliano, che esprime una netta contrarietà all’operazione. La deputata regionale Stefania Campo denuncia la mancanza di trasparenza e sostiene che non sia mai stato presentato uno studio indipendente capace di dimostrare la maggiore convenienza economica della vendita rispetto al mantenimento del controllo pubblico. Secondo l’esponente pentastellata, inoltre, la principale azionista della Sac, la Camera di Commercio del Sud Est, è ancora guidata da un commissario nominato dal presidente Schifani, circostanza che alimenterebbe ulteriori dubbi sull’operazione. Per questo Campo ha trasmesso alla quarta Commissione dell’Assemblea regionale siciliana una nota con quindici quesiti sulla procedura di vendita, lamentando che nelle precedenti audizioni le risposte ricevute siano state vaghe e, in alcuni casi, non pertinenti. Il Movimento 5 Stelle propone inoltre una soluzione alternativa: la creazione di una rete aeroportuale pubblica siciliana che coordini gli scali di Catania, Palermo, Comiso e Trapani, integrando anche Lampedusa e Pantelleria, sul modello già sperimentato in Puglia.
Sembra di sentire la stessa musica dell’opposizione in Sardegna dove il centrodestra parla di un’operazione poco trasparente e denuncia la mancanza di informazioni sufficienti sulla privatizzazione degli aeroporti. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, nei mesi scorsi, ha infatti presentato un accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa alla cessione delle quote. Due regioni insulari, dunque, accomunate dallo stesso tema ma con gli schieramenti completamente ribaltati: in Sicilia sono Forza Italia e Fratelli d’Italia a sostenere la privatizzazione e il Movimento 5 Stelle a difendere il controllo pubblico; in Sardegna avviene l’esatto contrario, con argomentazioni che, al di là delle appartenenze politiche, finiscono per assomigliarsi in modo sorprendente. (red)

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