Il metano da Oristano: la Regione non vuole il rigassificatore a Cagliari e opta per una papeline da 140 km

Pipeline sotterranea

La Regione boccia il rigassificatore pronto alla consegna, chiavi in mano, a Cagliari: l’ente sardo sembra preferire la realizzazione di un impianto simile a Oristano e, in seguito, collegare le due città con una pipeline di 140 chilometri, interamente da costruire, con la consegna del metano nelle case del capoluogo in data da definire considerati i tempi biblici dei lavori pubblici italiani. Il progetto del rigassificatore a Cagliari esiste fin dal 2017 e nel 2022 ha anche ottenuto il via libera dal Ministero della Transizione ecologica (MITE). Ma per ottenere l’autorizzazione definitiva della Regione che nonostante abbia dato un parere favorevole al progetto, non rilascia l’intesa richiesto e sollecitata dal Ministero.

Parla il privato.

Il progetto di realizzazione del rigassificatore di Cagliari è stato presentato 7  anni fa dalla società Slng, l’amministratore Giuseppe Delitala spiega: “Non ci hanno mai fornito una risposta nonostante i solleciti formali continui che sono stati inoltrati sia da parten ostra che dal Ministero. È evidente che non vogliono il rigassificatore a Cagliari e preferiscono optare per una enorme nave gasiera a Oristano. Tuttavia, non capiamo le motivazioni di questa scelta. A noi sembra una soluzione costosa, inefficiente e con una data di realizzazione sicuramente lontana nel tempo. Inoltre bisogna tener conto dei vincoli che creerà la tubazione nei terreni agricoli attraversati”.

I vantaggi di Cagliari.

La Sardegna è l’unica regione italiana a non avere ancora una rete di distribuzione di metano. Il progetto di rigassificatore di Cagliari, oltre ad essere completo dal punto di vista tecnico e burocratico, presenta alcuni vantaggi logistici: dista appena 3 chilometri dal principale polo industriale dell’isola, ossia Macchiareddu, e potrebbe connettersi immediatamente sia alle strutture industriali sia alla rete Medea, destinata alla distribuzione per i consumatori privati, che attualmente devono affidarsi all’aria propanata (mix tra Gpl e propano), una risorsa più costosa e inquinante.

Una domanda senza risposta.

“Costruire una pipeline di 140 chilometri da Oristano a Cagliari a noi appare come una scelta incomprensibile – dice Delitala – bisogna espropriare o asservire i terreni, i costi sono elevatissimi e la complessità del progetto aumenta considerevolmente. Perché optare per una soluzione così impraticabile?” si domanda l’amministratore della Slng. Né l’ex presidente Solinas, né la Todde hanno mai dato una risposta formale sul rigassificatore di Cagliari. Né positiva, né negativa.

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