Il primo panel “Microcredito e microfinanza: strumenti per costruire integrazione e sviluppo”, moderato dal giornalista Sergio Nuvoli, ha visto gli interventi di Marco Paoluzi, responsabile area credito banche, Ente nazionale per il Microcredito e Giuseppe Pirisi, responsabile microcredito Banco di Sardegna. Genet Woldu Keflay, presidente di Anolf Sardegna, ha presentato l’associazione e il suo impegno per quanto riguarda il microcredito e l’inclusione. È stato dato spazio alle testimonianze delle persone che hanno visto il progetto in azione: Mohamed Gaye (Costa d’Avorio), Munara Sydykova (Kirghizistan) e suor Pierina Careddu, direttrice della Caritas della Diocesi di Nuoro.
Tutti gli interventi hanno evidenziato quanto il microcredito possa aiutare le persone che non possono avere accesso al sistema creditizio bancario “tradizionale” per ottenere delle opportunità e un’integrazione sociale maggiore. Soprattutto per quanto riguarda le categorie più fragili: donne, giovani e immigrati, l’accesso a questo tipo di servizio, sostengono i relatori, può fare la differenza; tuttavia è necessaria anche la consulenza da parte degli operatori finanziari e un aiuto volto a guidare chi non ha familiarità con finanza ed economia.