

Il ritorno della scuola di volo ad Alghero può aprire una nuova prospettiva per la formazione aeronautica in Sardegna. Ma per capire la portata del progetto servirà conoscere il modello organizzativo, le opportunità di lavoro per gli allievi e il rapporto con gli altri aeroporti dell’Isola. La Regione ha annunciato l’intenzione di riattivare nello scalo un centro di alta formazione, a oltre vent’anni dall’interruzione delle attività. Il prossimo passaggio sarà una manifestazione d’interesse di Sogeaal, la società che gestisce l’aeroporto, rivolta alle compagnie aeree disponibili a partecipare all’iniziativa. Il percorso coinvolge gli assessorati regionali dei Trasporti e del Lavoro, guidati da Barbara Manca e Desirè Manca, insieme all’Enac e alla società aeroportuale. Sono previsti anche incentivi commerciali collegati alla frequenza della scuola. L’obiettivo dichiarato è consentire ai giovani di acquisire competenze specialistiche in Sardegna, costruendo un polo capace di attrarre allievi anche da fuori regione.
Il coinvolgimento delle compagnie porta con sé un interrogativo decisivo: la scuola preparerà piloti destinati principalmente agli operatori che aderiranno al progetto oppure offrirà una formazione spendibile anche presso altre aziende e in differenti ambiti dell’aviazione? Le due possibilità possono convivere, ma il loro equilibrio determinerà il valore dell’iniziativa. Un percorso collegato alle esigenze di una compagnia può favorire l’accesso al lavoro; una preparazione riconosciuta e utilizzabile presso più operatori può ampliare le possibilità di scelta degli allievi. Occorrerà quindi chiarire quali licenze e abilitazioni saranno conseguibili, i costi a carico degli iscritti, gli eventuali vincoli contrattuali e la presenza di accordi per l’inserimento professionale. Per chi investirà tempo e risorse nella formazione, questi elementi saranno importanti quanto la riapertura della struttura.
C’è poi una questione che riguarda l’intero sistema aeroportuale sardo: quale ruolo potrebbero avere Fenosu e Tortolì? Per questi scali, ogni ipotesi di rilancio deve misurarsi con la difficoltà di garantire attività e sostenibilità economica anche nei mesi in cui i flussi turistici diminuiscono. Puntare soprattutto sull’estate lascia aperto il problema dell’utilizzo delle infrastrutture durante il resto dell’anno. Sarà dunque utile capire se il progetto di Alghero resterà concentrato in un’unica sede oppure potrà prevedere collaborazioni per attività addestrative e servizi collegati alla formazione. È una possibilità da valutare sulla base delle caratteristiche tecniche degli aeroporti, delle autorizzazioni necessarie, dei costi e della domanda effettiva. La scuola di volo potrebbe diventare l’occasione per ragionare su funzioni complementari tra gli scali sardi. La credibilità del rilancio passerà dalla capacità di tradurre l’annuncio in percorsi professionali concreti e in attività sostenibili durante tutto l’anno.


