Insularità, i Riformatori rilanciano: “Un osservatorio per vigilare sull’applicazione”

La proposta di legge per un organismo tecnico che esamini norme, bandi e ripartizioni dei fondi
La conferenza stampa dei Riformatori

Il riconoscimento in Costituzione è stato il primo passo. Ora, per i Riformatori Sardi, occorre dare al principio di insularità un’applicazione concreta, costruendo gli strumenti necessari a compensare gli svantaggi della Sardegna. La proposta di legge presentata a Cagliari dai consiglieri regionali Aldo Salaris, Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino, insieme a Michele Cossa, responsabile del dipartimento insularità del partito, va in questa direzione con l’istituzione di un organismo tecnico incaricato di verificare con continuità se le decisioni pubbliche tengano conto della condizione insulare. Sotto esame finirebbero decreti ministeriali, criteri di distribuzione delle risorse, atti di programmazione, bandi e provvedimenti delle autorità di regolazione. In presenza di possibili violazioni, l’osservatorio trasmetterebbe segnalazioni motivate al presidente della Regione e al Consiglio regionale, fornendo gli elementi utili a valutare eventuali impugnazioni. La scelta di procedere resterebbe alla Giunta, che dovrebbe poi riferire al Consiglio sulle decisioni assunte.

L’organismo avrebbe una funzione di analisi e supporto tecnico, mentre la responsabilità politica rimarrebbe in capo all’esecutivo regionale. La struttura proposta sarebbe composta da due dirigenti della Regione e sette esperti. Le competenze indicate comprendono diritto costituzionale, scienza delle finanze, finanza pubblica, statistica ed economia dei mercati: discipline necessarie per valutare sia gli aspetti giuridici sia le conseguenze economiche dei provvedimenti. “Vogliamo colmare un vuoto”, ha spiegato Salaris, descrivendo un organismo tecnico capace di affiancare le istituzioni regionali nell’esame degli atti del Governo nazionale e dell’Unione europea. Per il consigliere, tuttavia, il ritardo nell’attuazione dell’insularità non dipende soltanto dalle risorse disponibili. “Serve un atto di volontà da parte della Regione e del Governo nazionale”, ha affermato, attribuendo a entrambi i livelli istituzionali la responsabilità dei passi ancora da compiere. Nel mirino di Salaris c’è anche la mancata iniziativa della Regione: secondo il consigliere, non è stato impugnato alcun provvedimento statale per contestare l’assenza di meccanismi automatici di compensazione degli svantaggi insulari. Da qui l’appello a ricostruire una mobilitazione ampia, sul modello di quella che accompagnò il riconoscimento costituzionale. I Riformatori si rivolgono a tutte le forze politiche e ai gruppi consiliari, ma anche alle associazioni datoriali, ai sindacati e alla società civile. L’obiettivo dichiarato è trasformare il principio scritto nella Carta in un criterio effettivo delle decisioni che riguardano la Sardegna.

prova
Condividi

Articoli correlati