Migranti bloccati a Olbia, Corrias: “Piantedosi intervenga subito, basta rinvii”

Il presidente della commissione Autonomia chiede risposte sui mancati imbarchi
Salvatore Corrias

Un intervento immediato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per affrontare la situazione dei migranti bloccati al porto di Olbia. A chiederlo è Salvatore Corrias, presidente della prima commissione Autonomia e rapporti con lo Stato del Consiglio regionale, del gruppo PD–Progressisti, dopo lo sgombero della sala passeggeri dell’Isola Bianca. “Il Governo deve chiarire come intenda superare gli impedimenti alle partenze e quali misure siano state predisposte per le persone allontanate questa mattina dalla stazione marittima”, afferma Corrias. “Dopo settimane di allarmi, ulteriori rinvii sono inaccettabili”. La stiuazione di stallo della vicenda è legata alla documentazione e i dinieghi delle compagnie di navigazione che, da settimane, impediscono l’imbarco di persone intenzionate a raggiungere la Penisola. Nel frattempo associazioni e volontari si sono attivati per distribuire pasti, indumenti e beni essenziali. L’allontanamento dalla stazione marittima, sottolinea il consigliere, rende ancora più urgente individuare una sistemazione adeguata.

Corrias ricorda che il segretario regionale del PD Silvio Lai ha già presentato un’interrogazione al Governo sui mancati imbarchi, sulle condizioni di assistenza, sul centro di Monastir e sugli organici della Polizia di frontiera. “Non è accettabile che una situazione conosciuta da tempo continui a ricadere sulle persone migranti, sulla città e sugli operatori del porto”. La richiesta è che la Prefettura convochi subito Questura, Comune, Regione, Autorità portuale e compagnie di navigazione, per definire soluzioni operative con tempi e responsabilità certi. Nell’immediato, secondo Corrias, devono essere garantite assistenza umanitaria e sanitaria e una sistemazione dignitosa. Il consigliere ringrazia i volontari, ma contesta che la risposta ai bisogni essenziali continui a pesare sulla solidarietà delle associazioni. “Allontanare le persone dal porto senza risolvere le ragioni della loro permanenza non basta”, conclude, chiedendo al Governo di tutelare i diritti dei migranti e dare risposte concrete anche alla città e a chi lavora nello scalo.

prova
Condividi

Articoli correlati