
Le BonBon Vintage non è solo un progetto, ma l’e-commerce creato da Claudia Boi, la 40 enne cagliaritana, meglio conosciuta come Yayavera. Con pazienza e formazione, ha trasformato la sua passione per le borse vintage e second hand in una realtà concreta. Le sue amate “caramelline”, così le chiama, sono pezzi unici scelti con cura. Tutto è iniziato su Instagram, quasi per gioco. Claudia ha sempre amato aiutare le amiche a trovare la borsa perfetta, quel dettaglio che fa la differenza. Oggi quello spazio è diventato una community, che conta oltre 10 mila follower.
Claudia, chi si nasconde dietro Yayavera?
Yayavera è nata in un momento in cui sentivo il bisogno di esprimermi, ma senza espormi troppo. Era un piccolo spazio sicuro, tutto mio, dove poter parlare delle mie passioni. Io ero Claudia, ma con il tempo quel nome “ Yayavera” è diventato parte di me. Oggi tutti mi conoscono così, anche mio marito mi chiama Yaya. All’inizio avevo paura di mostrarmi davvero. Temevo il giudizio, spesso venivo percepita come superficiale. Ma il desiderio di condividere ciò che amavo era più forte. Con il tempo mi sono sentita più libera, più sicura, più me stessa. Oggi è il mio modo di essere.
Quanto ha influito la sua storia personale nella nascita e nella crescita di Le BonBon Vintage?
La mia storia personale ha avuto un ruolo fondamentale. All’inizio, quando ho iniziato a condividere i miei acquisti e qualche consiglio di stile, non avevo un piano preciso. Ma fin da subito ci ho messo tutta me stessa. Col tempo, però, sentivo che mancava qualcosa, che non era mai abbastanza: volevo dare un tocco in più, qualcosa che rispecchiasse davvero chi sono e ciò che voglio creare. Mi definisco un’ispiratrice: condivido consigli e costruisco ogni giorno un legame di fiducia e complicità con la mia community. È proprio grazie alla fiducia che mi viene da ogni giorno che ho avuto la possibilità fondare le BonBon vintage.
Quando ha raggiunto un punto di svolta?
Durante la pandemia ho deciso di dare una direzione più chiara a quello che stavo costruendo e trasformare questa passione in un vero percorso professionale. Oggi, anche se il mio tono resta diretto e personale, come una chiacchierata tra amiche, mi richiede impegno e costanza.
Come ha preso vita “Le BonBon Vintage”?
È nato quasi per caso. Ero in un momento di svolta personale. Ricordo una storia su Instagram, fatta di getto appena uscita dalla palestra: stavo chiudendo un capitolo della mia vita che non era andato come mi aspettavo.
Cosa accadde?
Quel momento mi ha spinta a cercare una nuova strada e a trovare il coraggio di lanciarmi in una nuova sfida. In quella storia chiedevo alla mia community di affidarmi le loro borse. Non immaginavo che sarebbe stato solo l’inizio. In poco tempo ho raccolto borse uniche e creato drop (una selezione di borse che viene pubblicata, in un determinato momento con lancio limitato) che hanno acceso entusiasmo. Quello che era nato come un gioco è diventato una sfida concreta: ho aperto la partita iva e trasformato la mia passione in un e-commerce fatto di dedizione e amore per il vintage.
Qual è un aspetto fondamentale secondo lei, da tenere a mente quando qualcuno si avvicina al mondo del vintage e del second hand?
Quello economico. Mi piace far capire che non si tratta solo di stile, ma anche di valore. Voglio creare un punto d’incontro tra chi mi dà fiducia e mi affida le proprie borse e chi cerca pezzi unici, in ottime condizioni e a prezzi accessibili.
Come si immagina il futuro di Le BonBon Vintage?
Il mio sogno è quello di realizzare uno showroom tutto rosa. Curato in ogni dettaglio. Non immagino uno store fisso a Cagliari, almeno non al momento. Il progetto è nato online e mi piace che resti legato a quella dimensione, più libera e flessibile. Però adoro l’idea di continuare ad aprire store temporanei: spazi speciali, curati e immersivi, che permettano di vivere l’esperienza anche dal vivo, ma sempre in modo leggero e dinamico.
Perché ha scelto di chiamare le borse “caramelline”?
L’e-commerce prende il nome da “bonbon”, che in francese significa caramella. Un vezzeggiativo per definire degli oggetti a cui tengo, in cui investo tempo e risorse. Le chiamo “caramelle” perché, proprio come quelle, una tira l’altra.
(a cura di Ludovica Leoni)