
“Scelta di coerenza, non di opportunità.” Così Christian Stevelli spiega il passaggio dagli schiaffi, solo metaforici e mai sferrati, alle attuali convergenze politiche con il suo ex avversario Graziano Milia. Il delfino dell’ex presidente Solinas fa due conti: “Nel quadro attuale, le liste del centrodestra risultano numericamente inferiori. Con il metodo elettorale vigente, anche in caso di sconfitta, restare nella precedente coalizione mi avrebbe garantito maggiori possibilità di elezione.” E aggiunge: “Restando nella stessa coalizione non avrei subito questa ondata di attacchi sulla mia vita privata o sulle mie scelte personali.” Stevelli ripercorre anche il suo ruolo di consigliere di minoranza: “Fare opposizione è la posizione più semplice: restare all’esterno e indicare ciò che non funziona. Ho scelto invece un percorso diverso, più impegnativo ma più coerente: assumermi una responsabilità, mettermi a disposizione e contribuire concretamente al miglioramento dell’azione amministrativa. Ogni volta che ho segnalato criticità, ho riscontrato disponibilità all’ascolto e al dialogo, anche nei passaggi più complessi.” In sintesi, per Stevelli “oggi quella macchina funziona, è operativa e produce risultati evidenti. Per questo ho scelto la continuità: un cambio improvviso, oggi, sarebbe un rischio per Quartu, non un vantaggio.” Una posizione che segna una netta inversione rispetto a quando, da candidato sindaco, invocava la discontinuità.
Se la “conversione” di Stevelli e la virata di Christian Solinas verso il campo largo vengono accolte con attenzione dal Partito Democratico, è invece gelido il commento del Movimento 5 Stelle. “Chi si è reso protagonista di una legislatura segnata da insuccessi e da una carenza di trasparenza senza precedenti non può certo proporsi come guida o interlocutore credibile per un nuovo percorso di dialogo tra forze politiche. La sua voce, per quanto solenne nei toni, ha perso credibilità. Se il Partito Sardo d’Azione non decide di cambiare guida e liberarsi dall’ambizione personale di pochi, non sarà possibile avviare alcun confronto. Poche cose rafforzano la convinzione che siamo sulla strada giusta quanto il recente appello dell’ex presidente della Regione”, tuona il coordinatore regionale Alessandro Solinas. Insomma: con Christian (Stevelli), ma non con Christian (Solinas). Resta da capire se questa linea verrà mantenuta o se seguirà la sorte di altri “mai”, come quelli pronunciati in passato nei confronti della Lega o di quello che veniva definito il “partito di Bibbiano”. Anche perché, da senatore della Lega–PSd’Az, l’ex presidente della Regione votò la fiducia al primo governo Conte.


