Ledda rieletto alla guida della Cisl Sardegna: “Ora serve un cambio di passo vero dalla politica”

Pier Luigi Ledda, segretario generale Cisl

Alla vigilia del primo maggio, Pier Luigi Ledda, riconfermato segretario generale della Cisl Sardegna, traccia una linea netta: “La Sardegna è tornata in una fase di impoverimento complessivo. Senza una politica energetica e industriale non c’è sviluppo, e noi siamo fermi”.

Dopo il congresso regionale, il sindacato lancia una proposta chiara: “Serve un patto strategico con tutte le parti sociali, le istituzioni e le forze politiche. O costruiamo insieme una visione di lungo periodo, o continueremo a rincorrere le emergenze”.

Il peso limitato dell'industria

Ledda non usa giri di parole. “L’industria in Sardegna pesa appena per il 10% del PIL, contro il 22% nazionale. Il costo dell’energia è del 20% più alto rispetto al resto d’Italia. Senza il metano, senza un mix energetico stabile, non possiamo attrarre investimenti né far ripartire la produzione”.

Il segretario denuncia anche l’assenza di una regia sulla transizione: “Il turismo potrebbe essere il volano di un’economia integrata, ma siamo ancora fermi a 14 milioni di presenze annue. Nessuno ha costruito un sistema che metta insieme cultura, identità, artigianato e filiera agroalimentare”.

Occasione Telescope

E cita l’Einstein Telescope come esempio emblematico: “Se dovesse essere realizzato nel Nuorese, importeremmo anche i materiali per costruirlo, quando un tempo eravamo noi a produrli. È la dimostrazione che ci manca una politica industriale e un progetto di sistema”.

Il giudizio sul PNRR è amaro: “Gli investimenti ci sono stati, ma non hanno modificato le strutture profonde. Non abbiamo una rete ferroviaria moderna, né un sistema di trasporto merci. Sul porto canale di Cagliari si continua a parlare, ma senza collegamenti interni resterà una cattedrale nel deserto”.

Politiche nuove dalla Regione

Ledda chiede una svolta anche sulla formazione: “Abbiamo competenze troppo basse. Serve una riforma della formazione professionale, più ITS, più connessione tra scuola, università e mondo del lavoro. L’innovazione non cammina senza capitale umano”.

“Chiediamo alla Regione – conclude – una politica economica nuova. Hanno gli strumenti per farlo. Ma serve coraggio, visione e una condivisione reale con chi rappresenta il lavoro. La Sardegna ha bisogno di un progetto, non di annunci”.

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