Licenziamenti e mancati stipendi, salvati migliaia di dipendenti dell'Arst e San Martino

Regione Sardegna

E’ arrivato il punto di svolta sui salari dei dipendenti della San Martino e dell’Arst. Dopo mesi di incertezze occupazionali e mancate buste paga, centinaia di lavoratori tornano a essere pagati.

I cambiamenti decisivi nelle due aziende

Nella San Martino, il cambio di rotta è stato possibile grazie a un progetto dell’assessorato del Lavoro d’intesa con la Città metropolitana di Sassari e Aspal: un’iniziativa occupazionale di otto mesi all’interno dello stabilimento sull’Altopiano del Coros.

L’Arst ha dovuto invece attendere l’elezione di Giovanni Mocci, incaricato come nuovo amministratore unico dalla Regione. Come primo atto amministrativo, Mocci ha provveduto a sbloccare il versamento degli stipendi ai dipendenti. “La Regione – dichiara l’assessora dei Trasporti Barbara Manca – si è attivata sin da subito per tutelare i diritti dei lavoratori”.

La vertenza San Martino

“L’obiettivo è assicurare un posto di lavoro a tutti i dipendenti per i quali dal 3 agosto scatteranno i licenziamenti. Avvieremo un progetto occupazionale per far sì che ciascun lavoratore possa tornare al proprio posto di lavoro. I contratti che stipuleremo avranno durata di otto mesi” , hanno dichiarato l’assessora del Lavoro Desirè Manca e l’amministratore straordinario della Città metropolitana di Sassari, Gavino Arru.

Il cambio di amministrazione dell'Arst

Tutto è iniziato il 4 luglio quando la presidente Todde e la sua maggioranza hanno nominato Giovanni Mocci al posto di Roberto Neroni. Non vengono rilasciate motivazioni esplicite riguardo il passaggio di testimone, ma si parla di una necessità di rilancio della società da soddisfare con una conduzione unica per i prossimi anni. Tirano un sospiro di sollievo i lavoratori dell’Arst che, dopo mesi di caos e mancati stipendi erogati, possono riprendere regolarmente la propria attività lavorativa.

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