
“Questa tassa etica addizionale non ha nessuna ragione di esistere, nessun fondamento. E’ stata istituita nel 2006 soltanto per i sex worker come noi. Paghiamo il 25 per cento in più, oltre alle imposte che pagano tutti Per questo anche io ho aderito, perché non è giusto. Chiedo parità di diritti”. Lei è Valentina Laveau, nome d’arte Queen, cagliaritana per metà, 38 anni. Con altri e altre sex worker ha messo la faccia per sostenere la proposta di legge dei Radicali italiani che punta a cancellare una norma introdotta dal cattolicissimo governo Andreotti. Queen, che da quando è diventata un fenomeno da migliaia di follower sta ridando luce al concetto appannato di monarchia, parla con idee chiare e sincerità. I suoi ragionamenti pacati e non scontati ricordano quelli dell’icona del sesso, Moana Pozzi. E anche la sua storia non è banale: cresciuta a Cagliari, laurea in architettura, un lavoro come programmatrice. E due anni fa la decisione: cambio vita e non mi nascondo più. Anche se questo costa fatica.
“Io combatto molto sui social per la libertà individuale e di ogni singola specie. Sono vegana e antispecista da sempre. Ho studiato architettura in Castello ma non ho mai fatto l’architetto ma ho lavorato in un’azienda di sistemi tecnologici. Ho sempre avuto la passione per il sex work da quando ero molto piccola ma avevo sempre paura di fare questo salto. Che pure, ripeto, mi attraeva. Mi reprimevo, perché comunque ci vivo anche io in questa società. Ci ho messo un pochino a capire come voglio vivere. Ho comprato casa a Cagliari, vivo a Cagliari e non mi vergogno. Ma ho come la sensazione di essere nata nel posto sbagliato perché sono diversa dagli altri”.
Diversa in che senso=
“Nel senso che non sono ordinaria”
La famiglia ti ha girato la faccia?
“No, mi ha sempre accettato. Sono cresciuta in un ambiente molto libero e i miei genitori mi vogliono bene. Però c’è anche chi non mi ha accettato e ho perso delle persone. Non ho marito e non sono fidanzata da tantissimi anni. Ma la società sarda tende molto a giudicarti e c’è molta invidia, soprattutto da parte delle donne. Ho bisogno di stare con persone più simili a me, con mentalità aperta. Ed è più difficile trovare persone così in Sardegna. In Spagna, dove ho vissuto, esci e fai amicizia. Qui no”.
Com’è le tua vita?
“Molto tempo in famiglia, vedo le mie amiche molto strette e vado al cinema. Non vado in discoteca ma non mi piace l’ambiente vetrina.. Mi piacciono le feste”.
“Questa è la mia attività, ho un canale su Only fans dove gli abbonati pagano per sostenermi”.
Diciamolo, per vederti nuda.
“Sì ma non solo. Parlo in chat con molti, conosco le loro storie e i loro problemi. Me li raccontano più volentieri forse perché si sentono più tranquilli non conoscendoci personalmente. E’ pieno di persone represse che hanno bisogno di parlare, di uomini che devono farsi vedere forti ma forti non sono. L’abbonamento mensile costa quindici euro ma a parte produco contenuti su richiesta, fetiscimi. Li giro e li monto io, Ogni giorno giro video brevi, scatto foto e le metto sui chat. Sono una persona creativa e di certo nella vita farò sempre un lavoro creativo”.
Quanto guadagni?
Nel 2025 avevo il regime forfettario, ora ho la partita iva piena.
Farai anche un film porno?
Per ora non ci sto pensando. Mi piace essere la mia regista.
Conosci Martina Smeraldi?
Sì, certo. la stimo tantissimo. Perché è sarda e perché fa benissimo quello che fa. (red)