Massimo Cugusi, vicepresidente nazionale di Uniexportmanager: “Sui dazi la Ue deve parlare con una sola voce”

Massimo Cugusi, vicepresidente nazionale di Uniexportmanager

«Pensare di cavarsela da soli è una scorciatoia pericolosa. Di fronte ai nuovi dazi americani serve una risposta vera, comune, europea».

Massimo Cugusi è vicepresidente nazionale di Uniexportmanager, esperto di commercio internazionale e figura attiva nei rapporti tra Italia e Stati Uniti, lancia un appello chiaro: l’Europa non può limitarsi a subire. Serve un cambio di passo, soprattutto nella strategia con cui si tutelano le imprese e si affrontano gli effetti del nuovo protezionismo americano. Secondo lui, i nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti non rappresentano solo un problema tecnico, ma il segnale di un cambiamento più profondo e strutturale nel rapporto tra le due sponde dell’Atlantico. «Non credo che la risposta giusta sia replicare con altri dazi o con misure dimostrative. Serve lucidità. E serve una strategia che parta da ciò che sappiamo fare: accordi multilaterali, sostegno concreto alle imprese, rilancio della diplomazia commerciale» osserva Cugusi.

"Chi si chiude, perde"

Per questo, a suo giudizio, il punto critico non è solo nel rapporto con Washington, ma dentro l’Europa. «È qui che si vede chi tiene la posizione e chi invece comincia a sfilarsi. Il rischio vero è che manchi una linea comune, mentre le imprese vengono lasciate sole a gestire l’urto».

Da qui la proposta: rilanciare gli strumenti di politica commerciale su scala continentale. «Accordi come il Ceta o la partnership con il Mercosur non possono restare sulla carta. E poi serve una politica industriale esterna che accompagni le nostre imprese nei processi di riposizionamento. Non basta compensare il danno: bisogna riprogettare la traiettoria. Sono ancora convinto che la via dell’isolamento sia sbagliata, per l’America e per l’Europa. Non perché sia moralmente riprovevole, ma perché non funziona. Le imprese lo sanno bene: chi si chiude, perde. E chi non si organizza insieme agli altri, resta indietro». Alla retorica dell’autosufficienza, Cugusi contrappone un principio semplice: «Da soli non si va lontano. Ma se l’Europa c’è, davvero, può ancora giocare la partita».
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