
Alessandra Todde prende le distanze dalle spiegazioni fornite dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla presenza in Gallura di gruppi provenienti da Israele. In Parlamento il ministro aveva parlato di “turisti culturali”, respingendo l’ipotesi di un accordo formale con Tel Aviv. La presidente della Regione replica chiedendo chiarezza: «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e la Regione non dispone di strumenti per verificare né per intervenire. È necessario che il governo chiarisca la natura di questi arrivi».
Todde ha riferito di essersi mossa subito dopo le prime segnalazioni, contattando la direzione dell’aeroporto di Olbia, scalo interessato dai voli diretti da Israele. Le è stato risposto che le tratte non possono essere sospese per decisione regionale. Per questo motivo la governatrice ha annunciato di voler inoltrare una richiesta formale alla Presidenza del Consiglio.
La questione – raccontata in anteprima e in esclusiva da Sardegna notizie 24 – riguarda alcuni cittadini israeliani ospitati in resort di Santa Teresa Gallura. Attivisti e opposizione li descrivono come militari dell’Idf giunti in Sardegna per periodi di riposo. Piantedosi ha escluso questa interpretazione, spiegando che si tratta di visitatori civili, comunque considerati “obiettivi sensibili” e quindi sottoposti a misure di protezione.
La presidente ha contestato questa versione, collegando la vicenda al conflitto in corso: «Piantedosi sembra non vedere cosa accade quotidianamente alla popolazione di Gaza. Non possiamo accettare che la questione venga liquidata come semplice turismo». Todde ha ricordato inoltre che il Consiglio regionale ha già approvato una mozione che riconosce lo Stato di Palestina e chiede la sospensione di ogni collaborazione istituzionale con Israele fino al rispetto del diritto internazionale.
Dal territorio è arrivata anche la voce della sindaca di Santa Teresa, Nadia Matta, secondo cui dalle verifiche svolte dalle forze dell’ordine non emergono elementi che qualifichino i visitatori come personale militare. In attesa di risposte ufficiali da Roma, la Regione conferma la richiesta di chiarimenti formali sullo status e sulle condizioni di soggiorno dei cittadini israeliani presenti in Gallura.


