Nasce il CIS: venti imprese sarde unite per conquistare i mercati internazionali

I soci fondatori del CIS

Sulla difficoltà dei sardi ad essere uniti nel corso della storia sono molti i racconti, le citazioni, i proverbi. Il concetto è stato ribadito nelle varie epoche da Carlo V fino a Emilio Lussu. Questa volta però venti imprese sarde, con un’esperienza ultraventennale, hanno deciso di ribellarsi a un destino auto-imposto e di scrivere una pagina nuova, coraggiosa. Nasce così il Consorzio Innovazione Sardegna (CIS): 183 soci, 600 dipendenti, un fatturato che supera i 30 milioni.

Gioco di squadra

Il CIS è stato costituito come società consortile a responsabilità limitata. L’adesione è riservata esclusivamente a imprese private, con il fine di superare la frammentazione e diventare un interlocutore unico sui mercati nazionali e internazionali dell’innovazione. “Separatamente siamo poco visibili, insieme diventiamo un soggetto credibile – spiega Nicola Pirina, presidente del Consorzio- La periferia geografica non è un destino, ma una variabile strategica, soprattutto se accompagnata da massa critica, metodo e velocità di esecuzione.” Il modello di riferimento è quello dei grandi hub internazionali dell’innovazione, come Singapore, dove l’aggregazione industriale ha permesso a territori privi di risorse naturali di costruire un ruolo centrale nei flussi tecnologici globali grazie a un’unica interfaccia verso investitori e grandi committenze.

Offrire soluzioni

Dal punto di vista operativo, il CIS adotta un approccio definito “Research as a Service”: un modello che parte dai problemi concreti di imprese e pubbliche amministrazioni per arrivare rapidamente allo sviluppo di prototipi funzionanti, destinati poi a evolvere in soluzioni industrializzabili. “Non vendiamo un territorio come brand – afferma Mario Manca- CEO del Consorzio – l’identità sarda è il nostro DNA, ma il nostro messaggio commerciale è un altro: from problem to prototype. Fast.”

La filiera dell’innovazione

Il perimetro delle competenze consortili copre l’intera filiera dell’innovazione: sviluppo software embedded, mobile e cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity, infrastrutture IT, marketing e comunicazione digitale, consulenza strategica, fintech, welfare e servizi per l’innovazione. I settori applicativi spaziano dall’automotive all’agritech, dal turismo alla pubblica amministrazione, fino all’audiovisivo e al terzo settore, con un’attenzione particolare ai servizi socio-assistenziali sempre più dipendenti da soluzioni tecnologiche avanzate. Sul piano industriale, il CIS può contare su un ampio patrimonio di certificazioni di qualità, fondamentali per operare su mercati regolati e con grandi organizzazioni, in particolare in ambito europeo.

Cambio di passo

La strategia di crescita e internazionalizzazione è articolata per fasi: Europa nel primo biennio, con focus su Regno Unito, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Nord Europa; Golfo e Sud-Est asiatico a partire dal 2028; Americhe in una fase successiva, una volta consolidate le referenze internazionali. La nascita del CIS si inserisce in un contesto di forte espansione del mercato globale dell’IT outsourcing, stimato in oltre 1.200 miliardi di dollari entro il 2030. Un mercato in cui il Consorzio punta a intercettare la domanda di soluzioni tecnologiche con conformità GDPR (General Data Protection Regulation) nativa e residenza dei dati all’interno dell’Unione Europea. Un progetto che segna un cambio di passo per l’innovazione in Sardegna: da somma di eccellenze locali a sistema industriale organizzato, pronto a competere su scala globale.

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