
Urne ancora aperte fino alle 15 ma un primo risultato c’è già ed è quello dell’affluenza: alle 23 di ieri si è attestata al 46,1% a livello nazionale, circa sette punti percentuali in più rispetto al referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, che alla fine raggiunse il 51,1%. In queste ore, nelle chat dei partiti e sui social, si scatenano gli “indovini” che pronosticano una vittoria o una sconfitta, convertendo i dati sulla partecipazione al voto in una maggiore o minore probabilità per il Sì o per il No. Sul punto, però, i sondaggisti di professione invitano alla prudenza, pur segnalando l’impennata delle persone che hanno deciso di recarsi alle urne nell’ultima settimana, con un incremento stimato intorno al 10%. Difficile, tuttavia, attribuire questo dato a uno dei due schieramenti. Intanto si registrano dati sorprendenti nelle principali città: 58,7% a Bologna, 57,6% a Firenze, 53,8% a Milano, 51,5% a Roma. Restano invece sotto la media Napoli con il 38,4%, Palermo con il 38,6% e Reggio Calabria con il 40,8%. In Sardegna il dato regionale si attesta al 39,09%. La città di Cagliari raggiunge il 47,3%, mentre la provincia di Sassari è al 39,7% e Nuoro si ferma al 38,42%. Fanalino di coda la Gallura con il 36,06%, circa un punto percentuale in meno rispetto al Medio Campidano, alla provincia di Oristano e all’Ogliastra.


