Salvini dopo la contestazione in Sardegna: “Nessuno può decidere quale musica posso ascoltare”

Il leader della Lega dopo la serata dedicata a De André: “La ragazza aveva il diritto di contestarmi e io di risponderle
Un momento della contestazione

Matteo Salvini rompe il silenzio dopo le polemiche nate all’Agnata, la tenuta fondata da Fabrizio De André in Sardegna, dove domenica sera il leader della Lega è stato contestato durante un concerto dedicato al cantautore genovese. Tra il pubblico una spettatrice aveva protestato per la presenza del ministro, provocando alcuni momenti di tensione. A intervenire per riportare la calma era stata Dori Ghezzi, mentre Diodato, dal palco, aveva chiuso la questione auspicando che la musica potesse “illuminare” anche alcuni esponenti politici. Il giorno successivo è arrivato anche l’intervento sui social della nipote di De André, Alice, secondo la quale la contestazione sarebbe stata l’unico comportamento realmente coerente con lo spirito del nonno. Salvini ha affidato a un lungo post sui social la sua risposta. “Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi deve andarsene?”, scrive. Il vicepremier precisa di non essere particolarmente turbato dalla contestazione: “Sono abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma”. E riconosce alla spettatrice il diritto di manifestare il proprio dissenso, pur sottolineando che la protesta avrebbe disturbato l’artista e il resto del pubblico: “Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi, così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia”. Il punto, secondo Salvini, è un altro: nessuno dovrebbe stabilire quali artisti possano essere ascoltati sulla base delle convinzioni politiche. Il leader della Lega racconta di amare De André fin dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei genitori, e ricorda di averlo ascoltato più volte dal vivo. Cita anche il suo contributo, nel 2003 da consigliere comunale a Milano, all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla memoria del cantautore.

La citazione

Salvini evita invece di entrare nella disputa su quale sarebbe oggi il pensiero politico di De André. “Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai”, afferma. Poi allarga il ragionamento al tema della libertà individuale: “Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste”. Il post si conclude con un invito al confronto, anche duro, purché resti sul terreno delle idee: “In democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella”. E per chiudere Salvini sceglie proprio De André, richiamando uno dei suoi personaggi più celebri: “Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti”.

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