
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Istituti Riuniti di Ricovero Minorile (IRRM) ha approvato all’unanimità il progetto di indirizzo per la riattivazione del complesso storico di Viale San Vincenzo, uno dei patrimoni immobiliari di maggior valore storico, culturale e identitario dell’Ente, e tra i più rilevanti dell’intera città. Il documento, che detta la linea strategica per il triennio 2026-2029, segna l’avvio ufficiale di un percorso atteso da anni: quello della restituzione alla comunità cagliaritana di uno spazio rimasto a lungo ai margini della vita cittadina.
Il piano approvato dal Cda si fonda su un principio dichiaratamente pragmatico: non attendere il reperimento di tutte le risorse necessarie al recupero integrale dell’immobile, ma avviare fin da subito un processo di riattivazione progressiva, capace di restituire spazi alla città e generare valore culturale, sociale ed economico già nelle sue prime fasi. Una logica “a tappe”, insomma, pensata per innescare un circolo virtuoso: aprire porzioni del complesso, dimostrarne la vitalità, e usare questo slancio per attrarre nuove risorse e nuovi partner. Il primo impulso, oltre che da risorse proprie dell’ente, nasce da un supporto della Fondazione di Sardegna.
Il primo obiettivo operativo del piano è fissato entro la prima metà del 2027: l’apertura di un primo nucleo funzionale del complesso, adiacente alla Cappella di San Vincenzo. Ad accogliere il pubblico sarà un percorso espositivo dedicato ad Aurelio Galleppini e alla sua opera grafica, in bilico tra sacro e profano. La mostra sarà curata da Simona Campus e Gianmarco Chiri, dell’Università degli Studi di Cagliari, insieme a Bepi Vigna e Luigi Zara del Centro Internazionale del Fumetto.
Non si tratterà di un episodio isolato. Il piano prevede che a questa prima apertura seguano la realizzazione di spazi per esposizioni temporanee, una sala polifunzionale per teatro, ascolto musicale, conferenze ed eventi, oltre a un insieme di laboratori scientifici e artistici destinati alla produzione e alla formazione. È inoltre annunciata l’attivazione di un centro di documentazione della Fondazione, che sarà gestito con il supporto dei docenti dell’Università di Cagliari.
Ad accompagnare la fase di riattivazione è un Accordo di cooperazione istituzionale firmato tra il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) dell’Università degli Studi di Cagliari e la Fondazione IRRM. L’intesa, coordinata per i due enti rispettivamente da Gianmarco Chiri, docente di Architettura, e da Nicola Manca per la Fondazione, mette in campo un ventaglio ampio di competenze: l’aspetto storico-architettonico e artistico è affidato ai docenti Mauro Salis e Marcello Schirru, quello storico-documentale e archivistico a Mariangela Rapetti, mentre le indicazioni di conservazione e restauro sono seguite da Donatella Rita Fiorino ed Elisa Pilia. I rilievi sono curati da Raffaele Argiolas; la documentazione video del processo di valorizzazione è affidata ad Antioco Floris e al suo staff, quella fotografica alla fotografa e artista Fiorella Sanna (Folle città). Le strategie di promozione legate all’imprenditorialità e al trasferimento tecnologico sono infine coordinate da Maria Chiara Di Guardo.
Non è un caso che l’ateneo torni protagonista tra le mura di San Vincenzo: il nucleo storico del complesso fu realizzato a partire dagli anni quaranta dell’ottocento su disegno dell’architetto Gaetano Cima, e per anni, fino al 2012, alcuni locali hanno ospitato proprio l’Università degli Studi di Cagliari. Una vocazione alla formazione e alla ricerca che, grazie al nuovo protocollo con il Dicaar, torna oggi a essere protagonista, in un edificio che si estende su quasi 10 mila metri quadrati, circondato da quasi due ettari di verde a ridosso di settori urbani dall’alto potenziale strategico.
Il progetto di indirizzo guarda già oltre il primo step. Nella seconda fase, prevista tra aprile e maggio 2027, è in programma la sperimentazione del futuro modello gestionale del complesso e la partecipazione a Monumenti Aperti, che rappresenterà il primo vero banco di prova dell’apertura al pubblico. In parallelo, la Fondazione punta a consolidare la rete di collaborazioni con enti e istituzioni del territorio, con l’obiettivo di medio periodo di trasformare San Vincenzo in un’infrastruttura culturale permanente al servizio della città.
Nella nota diffusa dalla Fondazione IRRM il presidente, Francesco Manca, nel dare impulso al percorso e in attuazione degli indirizzi condivisi dal Consiglio di Amministrazione, sottolinea la portata dell’operazione: «Riattivare un complesso di quasi 10 mila metri quadrati nel cuore della città, attorniato da quasi due ettari di verde, è una missione complessa ma altrettanto stimolante per le ricadute positive che può avere sul tessuto culturale e sociale. San Vincenzo non è soltanto un contenitore da recuperare: al suo interno custodisce la Cappella e le opere di Aurelio Galleppini, un patrimonio artistico di straordinario valore che merita finalmente di essere restituito alla città e reso accessibile a tutti». E ancora: «Con questo lavoro la Fondazione intende dimostrare che anche un investimento iniziale contenuto può innescare un processo virtuoso, capace di attrarre nuove risorse, nuovi partner e nuova fiducia, restituendo progressivamente il complesso alla città e ai cagliaritani».


