
In risposta all’allarmante aumento dei femminicidi nell’isola, la Regione Sardegna ha approvato un finanziamento straordinario di 240.000 euro destinato all’accoglienza in emergenza per donne vittime di violenza e i loro figli. A questi si aggiungono 100.000 euro per il sostegno agli “orfani speciali”, ovvero quei minori che hanno perso la madre a causa di femminicidio.
I numeri parlano chiaro. Nel 2024 la Sardegna ha visto triplicare i casi di femminicidio, passando da 2 a 6 in soli dodici mesi. Un dato che si inserisce in una tendenza allarmante: 28 donne uccise in sette anni sull’isola.
Secondo i dati ISTAT, nel 2022 le vittime di violenza di genere registrate in Sardegna sono state 613. Più della metà ha denunciato atti persecutori, mentre il 30% ha subito percosse e quasi il 18% violenze sessuali.
Nel 2024 il numero verde 1522, attivo 24 ore su 24, ha ricevuto 746 chiamate dalla Sardegna nei primi tre trimestri, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente. La provincia di Cagliari risulta la più colpita, seguita da Sassari, Sud Sardegna, Nuoro, Oristano e Olbia-Tempio.
Attualmente in Sardegna operano 12 Centri antiviolenza, con una distribuzione pari a 0,15 centri ogni 10.000 donne – leggermente superiore alla media nazionale (0,13). La metà di queste strutture è promossa da enti locali, l’altra da soggetti privati. L’83,3% garantisce reperibilità 24 ore su 24, offrendo supporto continuo a chi ne ha bisogno.
La Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna, Carla Puligheddu, ha lanciato un appello per un cambiamento profondo: “Servono interventi urgenti, ma soprattutto un cambio di mentalità per contrastare alla radice la violenza di genere.”


