
Ci sono viaggi che non finiscono quando si spegne il motore. Continuano nei volti delle persone incontrate lungo la strada, nelle storie condivise, nei gesti concreti che restano. È il caso di Sardinia–Dakar, la missione solidale raccontata ieri pomeriggio alla Sala Exmè di Nuoro, dove il pubblico ha potuto ripercorrere attraverso immagini e testimonianze una traversata straordinaria tra Europa e Africa. Un viaggio lungo migliaia di chilometri attraverso il Sahara, nato non per spirito di avventura ma per portare aiuto concreto e opportunità. Grazie al progetto umanitario Albatross, dall’Italia al Senegal sono arrivate 25 carrozzine e un pulmino, strumenti fondamentali per restituire autonomia e mobilità a persone con disabilità.
L’iniziativa è stata promossa dalla vicesindaca e assessora allo Sport del Comune di Nuoro, Natascia Demurtas, che ha voluto portare in città il racconto di un’esperienza capace di unire sport, cooperazione internazionale e impegno sociale.
Protagonisti della spedizione sono Manolo Cattari, Danilo Russu e Kader Baro, che hanno trasformato una traversata impegnativa tra dune e piste africane in una missione di solidarietà concreta. Il videoracconto presentato a Nuoro ha permesso di rivivere le tappe di questo viaggio: le lunghe strade del deserto, l’arrivo nei villaggi, l’incontro con le comunità locali e l’emozione della consegna delle carrozzine. Momenti semplici ma carichi di significato, che raccontano come anche un piccolo gruppo di persone possa generare un impatto reale nella vita degli altri. Dietro questa esperienza c’è l’impegno dell’associazione Albatross, da anni attiva nella promozione dello sport come strumento educativo e sociale, soprattutto a favore delle fasce più fragili. Da qui è nata l’idea di costruire un ponte tra Sardegna e Senegal, coinvolgendo realtà sportive, istituzioni e organizzazioni impegnate nella promozione dell’inclusione.
“Questo progetto racconta una delle dimensioni più belle dello sport», ha sottolineato Natascia Demurtas. «Lo sport non è soltanto competizione o risultato, ma soprattutto solidarietà, inclusione e capacità di creare legami tra persone e comunità. La missione Sardinia–Dakar dimostra come l’impegno di pochi possa generare un impatto concreto nella vita di molte persone”. Per la vicesindaca il valore dell’iniziativa va oltre il gesto materiale. “Portare carrozzine e strumenti di mobilità significa restituire libertà e possibilità. Ma significa anche aiutare le persone a vivere con dignità nella propria terra, senza essere costrette a lasciare i propri villaggi e le proprie comunità. La cooperazione più efficace è quella che crea opportunità direttamente nei territori, permettendo alle persone di costruire il proprio futuro dove sono nate”.
Un messaggio che ieri alla Sala Exmè è arrivato forte e chiaro: lo sport può diventare un linguaggio universale, capace di superare distanze geografiche e culturali e di costruire ponti tra comunità diverse. E a volte basta davvero poco per farlo: una strada, un’idea e la volontà di trasformare un viaggio in solidarietà. (e.c.)

