
Non un incontro di routine, né un passaggio formale: quello che si è svolto questa mattina nella Sala Consiglio della Provincia di Nuoro ha assunto fin da subito il tono di una presa di posizione politica netta e condivisa contro il piano di dimensionamento scolastico predisposto dal Governo, ritenuto fortemente penalizzante per il Nuorese e, più in generale, per le aree interne della Sardegna.
A convocare il confronto sono stati il presidente Giuseppe Ciccolini e la consigliera provinciale con delega all’Istruzione Lisetta Bidoni. In sala erano presenti amministratori locali, dirigenti scolastici, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e, per la prima volta in un contesto istituzionale di questo livello, anche la voce degli studenti. Tutti, senza eccezioni, hanno espresso una contrarietà unanime al piano di accorpamenti.
Il quadro illustrato è concreto e ha nomi e territori precisi: tre accorpamenti nella città di Nuoro, che coinvolgono gli istituti Satta, Asproni, Podda e Borrotzu; l’accorpamento delle scuole di Orgosolo con Oliena; e due ulteriori dimensionamenti in Ogliastra. Una concentrazione di interventi che, secondo la Provincia, non trova spiegazione nei soli criteri tecnici e che colpisce in modo sproporzionato il Centro Sardegna.
«Non mi piace parlare di abbandono – ha spiegato Ciccolini – ma è evidente una mancanza di sensibilità istituzionale verso territori che non possono essere valutati esclusivamente con parametri numerici». Il presidente ha riportato il dibattito sul piano della realtà quotidiana: «Nel Nuorese il diritto allo studio si misura anche in chilometri, strade difficili, collegamenti carenti. Qui distanze e mobilità fanno la differenza tra un servizio garantito e uno negato».


