
A Nuoro si torna a parlare di Grazia Deledda, ma stavolta da un punto di vista inedito. Non quello della scrittrice “classica”, legata alla tradizione e alla sua terra, ma di un’autrice capace di dialogare con l’arte e con lo sguardo contemporaneo.
Venerdì 27 marzo alle ore 18, nei nuovi spazi del Museo MAN in Corso Garibaldi, verrà presentato il volume “Grazia Deledda’s painterly aesthetic. L’estetica pittorica di Grazia Deledda”. Un titolo che già dice molto, ma che soprattutto apre una domanda: e se Deledda fosse stata, in qualche modo, anche una pittrice? L’idea da cui parte il libro è semplice e potente: la scrittura di Deledda non si limita a raccontare storie, ma costruisce immagini. Paesaggi, volti, atmosfere prendono forma sulla pagina con una forza visiva che va oltre la parola e si avvicina alla pittura. Non descrizione, ma visione.
È proprio su questo confine che si muove il lavoro, mettendo in relazione i testi deleddiani con i linguaggi artistici della modernità, dall’Impressionismo alle sue evoluzioni. Ne esce una figura sorprendente: una Deledda meno “cristallizzata” nel passato e molto più vicina alla sensibilità contemporanea di quanto si sia abituati a pensare.
Non è solo una rilettura accademica. È un modo per togliere Deledda da una narrazione troppo spesso ridotta alla dimensione identitaria e riportarla dentro un orizzonte più ampio, europeo, dove letteratura e arti visive si intrecciano.
Durante l’incontro interverranno le curatrici del volume, Angela Guiso e Virginia Picchietti, mentre a guidare la presentazione sarà la direttrice del MAN, Chiara Gatti.
L’appuntamento si inserisce nel percorso che il museo sta portando avanti per rileggere e valorizzare la figura di Deledda, restituendole una centralità capace di parlare anche al presente.
E forse è proprio questo il punto più interessante: scoprire che un’autrice che pensavamo di conoscere bene ha ancora qualcosa da mostrarci.
Basta cambiare sguardo. (e.c.)


