
Gli studenti italiani resistono al calo delle competenze registrato in numerosi Paesi, ma la scuola continua a essere attraversata da profonde differenze territoriali, sociali e tra i diversi percorsi di studio. È il quadro che emerge dai risultati italiani dell’indagine OCSE-PISA 2025, dedicata alla valutazione delle competenze degli studenti quindicenni. Nel confronto internazionale, l’Italia raggiunge risultati in linea con la media OCSE nelle scienze e nella matematica, mentre si colloca sopra la media nella lettura. In quest’ultimo ambito gli studenti italiani ottengono 474 punti, contro i 461 della media OCSE, superando diversi Paesi europei tra cui Germania, Francia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi. In matematica il punteggio medio italiano è di 468 punti, rispetto ai 463 dell’area OCSE. Quasi sette studenti su dieci raggiungono almeno il livello delle competenze di base. Nel confronto con il 2022, inoltre, il risultato nazionale rimane sostanzialmente stabile, mentre la media OCSE perde nove punti. Sul lungo periodo, tuttavia, resta un dato preoccupante: rispetto al 2015 l’Italia ha perso 24 punti. Anche nelle scienze il rendimento italiano è in linea con la media internazionale. Il 22% degli studenti non raggiunge il livello base, una quota inferiore al 25% registrato complessivamente nei Paesi OCSE. Più limitata, invece, la presenza degli studenti ai livelli di eccellenza: il 4% contro una media internazionale del 7%. Il rapporto conferma però l’esistenza di forti divari all’interno del Paese. In matematica il Nord-Ovest raggiunge 492 punti e il Nord-Est 489, mentre il Sud si ferma a 437 e il Sud e Isole a 445. Nel Mezzogiorno la quota di studenti che non possiede le competenze matematiche di base arriva al 44% nel Sud e al 41% nel Sud e Isole.
Differenze altrettanto marcate emergono tra gli indirizzi scolastici. In matematica i licei raggiungono una media di 501 punti, contro i 449 degli istituti tecnici, i 386 dei professionali e i 392 della formazione professionale. Nei licei soltanto il 17% degli studenti non arriva al livello base, mentre la percentuale sale al 69% negli istituti professionali. L’origine sociale continua inoltre a incidere sui risultati. Tra gli studenti provenienti da famiglie svantaggiate, quasi uno su due non raggiunge le competenze matematiche di base. Il rapporto segnala comunque che circa il 12% riesce a ottenere risultati elevati nonostante una condizione socioeconomica sfavorevole. Sul fronte delle differenze di genere, nelle scienze scompare il divario tra ragazze e ragazzi. Le studentesse conservano invece un vantaggio di 28 punti nella lettura, mentre i ragazzi ottengono risultati migliori in matematica e nel problem solving computazionale. L’indagine evidenzia una complessiva tenuta della scuola italiana in un contesto internazionale in peggioramento. Rimane però aperta la sfida della riduzione delle distanze tra Nord e Mezzogiorno, licei e istituti professionali, studenti avvantaggiati e ragazzi con minori opportunità.