
La Sardegna è tra le peggiori regioni italiane per sicurezza scolastica. Solo il 14,2% degli edifici scolastici presenti sul territorio risulta in possesso del certificato di agibilità, il documento che attesta condizioni minime di sicurezza, igiene e salubrità. Lo rivela un dossier pubblicato da Tuttoscuola, basato su dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A fronte di 1.645 scuole censite nell’Isola, appena 233 risultano in regola con la normativa vigente. Peggio ha fatto soltanto il Lazio, con appena il 12,7% di edifici agibili. A chiudere il podio delle regioni meno sicure è la Sicilia (21,1%).
Secondo l’analisi, la situazione in Sardegna non è isolata: in tutta Italia 9 scuole su 10 non dispongono di una o più certificazioni obbligatorie. Tra queste: il certificato di prevenzione incendi (presente solo nel 33,8% degli edifici), la certificazione di omologazione della centrale termica (assente in oltre il 60% delle scuole) e il Documento di Valutazione dei Rischi, mancante in un edificio su cinque.
Nel caso della Sardegna, il dato più allarmante riguarda la mancanza di progetti antisismici: solo 11 scuole su 1.645 – lo 0,7% – risultano dotate della cosiddetta “carta d’identità strutturale”, obbligatoria per edifici situati in zone sismiche, che nel caso dell’Isola riguarda tutto il territorio regionale.
A livello nazionale, Tuttoscuola calcola che 3.588 edifici scolastici siano completamente privi di tutte le certificazioni di sicurezza, coinvolgendo circa 700mila persone tra studenti, docenti e personale ATA. Un dato che, secondo gli esperti, riflette una cronica mancanza di investimenti e programmazione nell’edilizia scolastica.
Le regioni virtuose e il divario territoriale Sul fronte opposto, Valle d’Aosta, Piemonte e Veneto si confermano le regioni più virtuose. La prima raggiunge l’87,8% di edifici agibili, contro la media nazionale del 37,2%. “Il divario tra Nord e Sud – spiega Tuttoscuola – è netto e strutturale. Le scuole delle regioni meridionali e insulari risultano mediamente più vecchie, meno manutenute e meno sicure”.
Il Ministero dell’Istruzione, interpellato dai giornalisti, precisa che sono in corso lavori di messa in sicurezza su oltre 10.000 edifici scolastici, finanziati attraverso il PNRR e fondi statali. Tuttavia, i benefici di questi interventi saranno visibili solo nel medio-lungo periodo e non risolveranno le criticità più gravi entro l’anno scolastico 2025-26.


