Sedici anni dopo: il reportage del Corriere a La Maddalena per raccontare lo spreco del g8 costato oltre 600 milioni

Una delle foto di Gian Antonio Stella pubblicate oggi sul Corriere

Sedici anni dopo, tutto è ancora lì: il cemento, i vetri rotti, le piscine vuote, le camere mai abitate. L’hotel costruito per accogliere i leader mondiali al G8 del 2009 giace abbandonato alla Maddalena, insieme ai pontili, ai padiglioni congressuali, ai pannelli solari mai attivati. Oggi, un’inchiesta di Gian Antonio Stella, firma storica del Corriere della Sera, torna a puntare i riflettori su uno dei più grandi sprechi della storia repubblicana.

Il G8 in Sardegna non si è mai tenuto. Il summit fu trasferito all’Aquila dopo il terremoto del 2009, ma i lavori nell’ex arsenale della Marina andarono avanti lo stesso. Oltre 629 milioni di euro spesi tra cantieri e bonifiche. Oggi resta un complesso spettrale, inutilizzato, chiuso, devastato dal tempo. La Regione, dopo anni di silenzi, ha aperto le porte ai giornalisti per mostrare lo stato attuale delle strutture: lo ha fatto proprio in concomitanza con la pubblicazione del reportage sul Corriere, in un clima di disagio palpabile.

Il grande bluff

C’è tutto nel racconto di Stella: gli investimenti andati in fumo, i contenziosi miliardari (come quello con la Mita Resort di Emma Marcegaglia, chiuso con un risarcimento da 21 milioni), le bonifiche incomplete e la beffa ambientale, con l’inquinamento da idrocarburi ancora presente nei fondali.

Il progetto doveva rappresentare una svolta per la Maddalena e per la Sardegna. Doveva compensare la fine della presenza militare, dare lavoro, portare turismo di fascia alta. Non è accaduto nulla di tutto questo. «Un’eccellenza dell’assurdo», scrive Stella.

Nel 2025 le strutture sono ancora formalmente in gestione alla Protezione Civile, mentre la Regione dichiara di voler riattivare la parte congressuale. Ma non esiste, al momento, un piano concreto per il riuso. Intanto, il paradosso rimane sotto gli occhi di tutti: una delle località più belle del Mediterraneo ospita ancora il monumento più costoso all’inutilità.

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