
Transponder acceso. Poi spento stamattina e riacceso brevemente per un ora alle 15: la nave russa Sparta IV gioca con gli strumenti di bordo e prosegue la sua navigazione di fronte al Golfo di Orosei, fluttuando tra Capo Comino e Cala Gonone. La segue a distanza la fregata italiana Spartaco Schergat e riceve le visite da qualche assetto aereo italiano ISR.
La deviazione dalla rotta pianificata (che l’avrebbe dovuta condurre al porto di Kaliningrad attraversando lo stretto di Gibilterra) aveva subito destato sospetti. Come qualsiasi convoglio russo in questo periodo. Difficilmente il prolungamento di questa sua presenza vicino alle nostre coste può avere uno scopo tattico. Sicuramente può averlo dal punto di vista strategico: attirare l’attenzione.
I motivi per cui il mezzo potrebbe manovrare in questo modo inusuale è per poter vedere e registrare la reazione, non solo dei mezzi militari che lo seguono e lo studiano, ma anche dell’opinione pubblica. In effetti la copertura dei media è stata notevole e il dibattito attorno al convoglio ha generato anche un’interrogazione parlamentare al ministro Crosetto.
Ma anche questo tipo di operazioni, operate anche da parte della NATO, ha una durata sicuramente inferiore. Anche se la nuova fase di pressione russa sull’Italia potrebbe giustificare il perdurare dell’azione della Sparta IV. L’ambasciatore russo a Roma, Aleksey Paramonov, in occasione di un’intervista rilasciata a Ria Novosti ha affermato che la politica italiana è colpevole di aver fatto precipitare i rapporti tra Russia e Italia “a una profondità da fossa delle Marianne”. E questo dopo gli attacchi al ministro Tajani che aveva denunciato gli attacchi hacker russi.
L’altro motivo per voler attirare l’attenzione su di sé, in maniera così plateale, è quello forse più naturale, per evitare cioè che si presti attenzione ad altre attività che richiedono una maggiore discrezione.
I prossimi movimenti della Sparta IV potrebbero chiarire gli intenti dei russi. (m.m.)