Strade, cimiteri, edifici comunali, ciclabili: la Regione stanzia 100 milioni

Antonio Piu

Strade urbane, cimiteri, ciclabili, reti di drenaggio, barriere architettoniche, illuminazione pubblica, edifici comunali. La Regione mette sul tavolo oltre 100 milioni di euro per finanziare interventi infrastrutturali in tutta la Sardegna. Non grandi opere, ma progetti pronti o quasi, per spingere gli enti locali ad aprire cantieri in tempi certi.

Sono nove i bandi lanciati dall’assessorato ai Lavori pubblici, distribuiti nel triennio 2025-2027. I fondi complessivi ammontano a 100 milioni e 900mila euro, con finanziamenti massimi variabili in base al tipo di intervento e alla popolazione dei comuni.

«Si tratta di una programmazione ampia ma concreta», dice l’assessore Antonio Piu. «L’obiettivo è mettere a disposizione risorse certe, con criteri chiari e selettivi. Premiamo la qualità progettuale, il cofinanziamento da parte dei Comuni e la reale urgenza degli interventi. Vogliamo evitare i finanziamenti a pioggia e favorire chi è pronto a partire».

Quanti soldi e per quali progetti

I numeri principali:
– 14 milioni per la messa in sicurezza di ponti e viadotti (max 1,5 milioni per intervento);
– 16 milioni per la viabilità locale e intercomunale (fino a 700 mila euro a seconda della popolazione);
– 11 milioni per piste ciclabili (fino a 2 milioni in forma associata);
– 12 milioni per reti di drenaggio urbano, anche fuori dalle aree PAI;
– 10 milioni per edifici pubblici;
– 13 milioni per la riqualificazione urbana, inclusi hotspot Wi-Fi e reti MAN;
– 9 milioni per i cimiteri, compresi gli impianti di cremazione per animali d’affezione;
– 1 milione per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
– 14 milioni per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, con fondi FESR e rendicontazione semplificata.

"Vogliamo finanziare proposte sensate"

Per ogni bando sono previsti punteggi su base oggettiva: livello di progettazione, quota di cofinanziamento, inserimento in reti strategiche (come la Ciclovia della Sardegna), adozione di strumenti come il Peba, presenza di opere incompiute da completare. In alcuni casi, come per i cimiteri, incide anche il rapporto tra decessi e disponibilità di posti salma.

«Stiamo chiedendo agli enti locali di fare uno sforzo in più sulla progettazione – spiega Piu –. Le risorse ci sono, ma vanno impiegate con criterio e su proposte solide. L’amministrazione regionale ha il dovere di premiare chi lavora con competenza e visione».

Il principio di equità è garantito dallo scorrimento graduale: prima si finanzia un progetto per ente, poi – se restano risorse – si scorre sulla seconda e sulla terza proposta. I Comuni possono partecipare anche in forma associata, ma con regole precise per evitare sovrapposizioni.

prova
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