
“Siamo in trentamila”. L’annuncio risuona in una via Roma gremita di persone, bandiere arcobaleno e carri, mentre la musica accompagna il lungo serpentone colorato che, partito dal Parco della Musica, ha attraversato via Sonnino per poi raggiungere il cuore della città. La manifestazione, che quest’anno aveva come slogan “La forza del disordine”, si è svolta è stata una grande, ordinata, festa all’insegna dell’inclusione, della visibilità e dei diritti civili. Al termine del corteo è stato letto un documento politico che rilancia le principali rivendicazioni del movimento: maggiore libertà e sicurezza per le persone LGBTQIA+, il pieno diritto all’autodeterminazione, il riconoscimento delle identità di genere e il contrasto a ogni forma di discriminazione e bullismo, in particolare nei contesti scolastici e lavorativi.
Tra le richieste avanzate anche l’estensione delle carriere alias, un accesso più semplice alle terapie ormonali, un rafforzamento dei servizi dedicati alla salute e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, una maggiore accessibilità all’interruzione volontaria di gravidanza e il riconoscimento delle famiglie in tutte le loro forme. Al corteo hanno preso parte anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Massimo Zedda e il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. Assente per impegni istituzionali, la presidente della Regione Alessandra Todde aveva fatto arrivare nei giorni scorsi un messaggio di vicinanza, ribadendo l’attenzione della Regione verso i temi e le istanze portate avanti dal Pride.


