Arrivano gli F-35 a Decimonannu: cosa sta per cambiare nel cielo sopra Cagliari

Spazio aereo interdetto o limitato sopra l’aeroporto militare di Amendola, in Puglia. Fonte mappa deskaeronautico.it

L’arrivo degli F-35 a Decimomannu non è più una possibilità: è una certezza. La base militare, già sede della Scuola internazionale di volo e crocevia di operazioni NATO, è destinata a diventare a breve uno snodo strategico per i caccia di quinta generazione della Difesa italiana. Ma se i velivoli invisibili ai radar sorvoleranno i cieli del sud Sardegna, cosa accadrà sopra le teste dei cagliaritani e dei campidanesi?

La domanda, fino a oggi quasi assente nel dibattito pubblico, si fa urgente guardando a quanto avvenuto in Puglia. A Foggia, nei dintorni della base militare di Amendola, lo spazio aereo è stato completamente ridisegnato per accogliere gli F-35. Mappa alla mano, le modifiche sono imponenti: zone di contatto radio obbligatorio, aree a traffico controllato, porzioni di cielo interdette anche fuori dagli orari operativi. La presenza militare si è tradotta in una rete di limitazioni permanenti che coinvolge anche l’aviazione civile e privata.

E Decimomannu, che dista meno di 20 chilometri dall’aeroporto di Cagliari-Elmas, è molto più vicina a un centro urbano e a uno scalo commerciale di quanto lo sia Amendola. Elmas è uno degli aeroporti più trafficati del Mezzogiorno, con milioni di passeggeri all’anno e una forte incidenza del turismo stagionale. Se le stesse restrizioni venissero applicate qui, il rischio di interferenze con il traffico civile sarebbe altissimo.

Ad oggi, nessun documento ufficiale è stato diffuso per spiegare come sarà modificato lo spazio aereo della Sardegna meridionale. Ma i segnali ci sono: il Documento Programmatico della Difesa 2024-2026 prevede nuovi F-35 destinati anche alla base sarda, e le regole aeronautiche applicate a Foggia sono lo standard per l’impiego di questi velivoli. A confermarlo è anche l’aggiornamento AIP AIRAC AMDT 03/2025, che ha introdotto le nuove RMZ (Radio Mandatory Zones) nel CTR di Amendola.

La questione non è tecnica, ma politica e civile. Perché modificare lo spazio aereo significa modificare l’equilibrio tra attività militari e diritti civili: dal traffico passeggeri ai voli privati, passando per i droni agricoli, le riprese aeree, l’aviazione turistica. Ogni segmento rischia di essere coinvolto in un sistema di autorizzazioni, vincoli e sospensioni temporanee.

A Cagliari e dintorni la popolazione ancora non è stata informata. Eppure la questione non riguarda solo i cieli, ma anche la terra: la percezione crescente è quella di un’espansione silenziosa della presenza militare, che potrebbe ricadere direttamente sulla quotidianità dei cittadini, senza alcuna consultazione pubblica.

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