L’ANALISI. Dal bombardamento simulato di Cagliari uno scenario russo che porta in Libia

Vladimir Putin

Cagliari è stata bombardata virtualmente l’11 giugno scorso: la notizia, questa volta reale, è stata data dal quotidiano Repubblica e poi ripresa da tutti gli altri, con una fonte chiara: il ministero della Difesa che ha rivelato di aver effettuato al pc questa non piacevole esercitazione Joint stars, che per la prima volta dopo i bombardamenti del 1943, ha interessato la prima città della Sardegna. Il punto non è però il gioco tragico ma il perché sia stata scelta Cagliari come destinazione finale di attacchi stranieri. Andando al concreto, e al non detto dal ministero, quali potenze fuori dalla Nato (escludendo il fuoco amico) sono in grado di colpire la Sardegna. Una solo; la Russia. E qui si apre un capitolo più chiaro: la flotta russa dopo la cacciata dal porto di Tartus in Siria sta cercando un approdo nel Mediterraneo per continuare a osservare le attività Nato nel Sud Europa e per controllare parti del Mediterraneo e del Nord Africa.

La trasformazione della base di Decimomannu

Da qualche anno Decimomannu è in trasformazione per diventare base operativa degli F 35, nonostante le cautele del comandante, Davide Cipelletti che il 22 maggio scorso su questa testata ha smentito la notizia smentendo in un colpo solo il Sole 24 ore, il ministro della Difesa Crosetto e l’eex capo di Stato Maggiore Luca Goretti. Se Decimo diventa base di F35, beh, si capisce l’attenzione e l’interesse dei Paesi non Nato. (c.c.)
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