Atto medico. Piria (ANF): “Chiediamo sicurezza delle cure”

A preoccupare, il DDL che riguarda l’erogazione delle prestazioni sanitarie in discussione alla Camera
Mauro Piria

Il disegno di legge A.C. 2365 che riguarda le “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria”, approvato dal Senato il 15 aprile 2025, è ora in corso di esame nella Commissione Affari sociali della Camera. In proposito, l’Associazione Nazionale Fisiatri (ANF) solleva la preoccupazione su alcuni emendamenti proposti all’art. 1 della suddetta norma presentati come modifiche organizzative o lessicali, ma che di fatto “rischiano di incidere profondamente sull’equilibrio ordinamentale delle professioni sanitarie, introducendo pericolose ambiguità in materia di diagnosi, prognosi, prescrizione, terapia e appropriatezza prescrittiva”. Ad affermarlo il medico fisiatra Mauro Piria, vicesegretario ANF.

In particolare il Fisiatra spiega che “desta forte allarme ogni ipotesi di soppressione o attenuazione del riferimento al medico quale professionista cui competono diagnosi, prognosi e terapia. L’Associazione ritiene imprescindibile che il DDL affermi senza ambiguità l’esclusività del medico quale professionista cui competono diagnosi, prognosi, prescrizione, indicazione terapeutica e responsabilità clinica del percorso di cura. Ogni diversa formulazione, specie se orientata a sostituire la responsabilità medica con generici riferimenti al team multiprofessionale, ad altri professionisti sanitari (non medici) o a modelli organizzativi privi di una chiara titolarità clinica, rischia di produrre confusione nei ruoli, inappropriatezza prescrittiva, incertezza medico-legale e minore sicurezza per i cittadini”.

Il segretario ANF valorizza la collaborazione multiprofessionale sottolineando che “il contributo di tutte le professioni sanitarie è essenziale nei percorsi di cura, assistenza, riabilitazione e presa in carico”, ed a riguardo puntualizza “che tale collaborazione non può pertanto trasformarsi in confusione di ruoli, né può rendere indistinta la responsabilità clinica”.

Piria evidenzia che “il rischio è quello di costruire un sistema nel quale il cittadino non sappia più con chiarezza chi valuta clinicamente, chi formula il sospetto diagnostico, chi prescrive, chi decide il percorso terapeutico e chi risponde dell’eventuale errore. Una sanità senza chiara responsabilità clinica non è una sanità più moderna: è una sanità più fragile, meno sicura e più esposta all’inappropriatezza”.

Per queste ragioni, l’Associazione Nazionale Fisiatri ed altre associazioni mediche che hanno condiviso insieme queste preoccupazioni, stanno chiedendo ai Deputati di valutare con particolare attenzione gli emendamenti che sono stati presentati all’articolo 1 del DDL A.C. 2365, per evitare modifiche che possano indebolire il ruolo esclusivo del medico negli atti clinici fondamentali.

“Il Servizio sanitario nazionale – conclude Piria – ha bisogno di integrazione, non di sovrapposizione; ha necessità di collaborazione e di garantire percorsi chiari, non di ambiguità e di responsabilità indistinte. ANF e le associazioni mediche con cui stiamo portando avanti questa richiesta alle Istituzioni parlamentari di competenza, restano disponibili a fornire ogni contributo tecnico e istituzionale utile a migliorare il testo nell’interesse della sicurezza delle cure, dell’appropriatezza e della tutela dei cittadini”.

Elisabetta Caredda

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