
Le proposte del Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani (Snami) all’Accordo Integrativo Regionale arrivano alla scrivania dell’Assessore alla Sanità Alessandra Todde, e al Direttore generale Thomas Schael. “Chiediamo che l’obbligo relativo alla presenza medica dei Medici di Medicina Generale nelle Case di Comunità venga trasformato in adesione volontaria – spiega il presidente regionale S.N.A.M.I., Domenico Salvago.
Per il sindacato “l’introduzione di un obbligo rischierebbe di determinare un aumento dei prepensionamenti e lo spostamento dei medici verso altri comparti, creando ulteriori e irrimediabili carenze nel settore dell’assistenza territoriale”.
Per quanto riguarda gli Ambulatori ASCoT, il sindacato regionale propone di dotare le sedi dei seguenti strumenti e servizi:
a) gestionale di studio;
b) personale di segreteria;
c) consegna delle ricette entro due giorni per i pazienti cronici, tramite richiesta dedicata;
d) piattaforma per la richiesta delle ricette ripetibili da parte dei pazienti cronici.
Infine, relativamente alle sedi e al funzionamento della Continuità Assistenziale Ex Guardia Medica, Salvago osserva che: “In una realtà come quella della Sardegna, dove la “copertina” dell’assistenza territoriale è già troppo corta, la soluzione più sbagliata sarebbe quella di tagliare ulteriormente quel poco che resta dell’assistenza medica territoriale, seppur parziale e incompleta, per accentrare l’assistenza nelle Case di Comunità, spesso distanti dalle piccole realtà locali”.
Per far dunque fronte alle criticità che quotidianamente emergono dall’attività della Continuità Assistenziale, il sindacato unito, attraverso la voce anche di Edoardo De Pau, Flavio Busonera, Loredana Angioni, Stefano Fenu, Carlo Ferrara, propone all’Assessore e al Direttore della Sanità l’avvio immediato di un tavolo regionale dedicato e qualificato.
Elisabetta Caredda


