

“Comunità energetiche, agrivoltaico e progetti di qualità non sono speculazione: servono regole specifiche per le realtà energetiche virtuose”. Lo chiede il gruppo Avs del Consiglio regionale alla presidente Todde con una mozione che impegna la Giunta a modificare l’allegato G della legge 20 (aree idonee). L’obiettivo è separare i percorsi autorizzativi e le modalità di gestione di queste realtà più piccole rispetto ai grandi impianti a carattere commerciale e industriale. “Le rinnovabili rappresentano l’unica strada percorribile per il futuro energetico dell’Isola”, spiega Maria Laura Orrù, prima firmataria della mozione. una disciplina differenziata ha come obiettivo “favorire la gestione degli impianti e la partecipazione diretta di cittadini, imprese ed enti locali sardi garantendo che i benefici economici derivanti dalla condivisione dell’energia che si tramuta in riduzione dei costi, siano effettivamente destinati alle persone e al territorio regionale”.
Per evitare che la semplificazione introdotta dalla modifica dell’allegato G apra la porta a situazioni speculative, la mozione prevede il monitoraggio e il supporto ai comuni e, per quanto riguarda l’agrivoltaico, la Giunta è chiamata a costituire un sistema di controllo degli impianti agrivoltaici “per verificare la tutela delle attività agricole e pastorali e la continua idoneità dei terreni destinati a queste attività, così da garantire l’effettiva integrazione tra produzione energetica e attività agricola e prevenire e contrastare ogni forma di violazione dei requisiti previsti dalla normativa». Davanti a scelte che riguardano il futuro energetico della Sardegna «dobbiamo essere netti e sostenere le rinnovabili evitando di abbinarle al concetto di speculazione, perché sono due questioni distinte.


